Sulla norma che istituisce un archivio storico autonomo presso la Presidenza del Consiglio (il Tempo, 13 agosto) interviene il professor Francesco Perfetti. Oltre che ordinario di Storia contemporanea presso la Luiss, direttore di Nuova storia contemporanea, Perfetti è a capo del Servizio storico, archivi e documentazione della Farnesina. Come giudica la nuova legge che ha istituito un nuovo archivio storico fuori dell'Archivio centrale dello Stato? «È un provvedimento immorale, perché cela la ricerca di vantaggi personali; sbagliato, perché mina il principio dell'unità del nostro patrimonio archivistico; pericoloso, perché costituisce un precedente per altre simili istituzioni di archivi a sé, mentre la compattezza degli archivi è un bene che andrebbe tutelato». Chi ne è danneggiato? «Soprattutto la ricerca storica. Un altro istituto autonomo scoraggerebbe la completezza della ricerca. Le spese lieviterebbero. Occorre personale specializzato che sappia catalogare e ordinare». Strano che a sostenere la necessità di accorpamento nell'Archivio centrale sia proprio Lei, responsabile dell'Archivio storico degli Esteri... «Una serie di ragioni storicamente consolidate, dalla sicurezza dello Stato, alla delicatezza delle questioni trattate, ai risvolti politici, ha portato all'autonomia dell'archivio degli Esteri e degli archivi degli Stati maggiore della Difesa. È così anche fuori d'Italia». Perché allora un archivio per Palazzo Chigi? «Rientra nell'aspirazione di rendere la Presidenza del Consiglio organo costituzionale, con i relativi vantaggi, anche in termini di privilegi, dall'esenzione dei controlli della Corte dei conti, alla possibilità di gestirsi direttamente le somme stanziate nel bilancio dello Stato. L'archivio autonomo è un tassello di tale politica». La Presidenza del Consiglio non dovrebbe essere organo costituzionale? «Questo è un altro discorso. Di fatto, oggi la Presidenza è un ministero, con dipartimenti retti da una decina di ministri senza portafoglio. Ammettiamo che esista l'archivio autonomo della Presidenza; ammettiamo che un dipartimento si trasformi in ministero, com'è già capitato, per esempio con l'Ecologia oggi ministero dell'Ambiente. Saremmo all'assurdo che le carte verrebbero frammentate: fin che c'era un dipartimento, esse giacerebbero nell'archivio della Presidenza del Consiglio; successivamente, sarebbero destinate all'Archivio centrale». Come rimediare? «Il ministro per i Beni culturali, Rocco Buttiglione, ha dimostrato nello svolgimento del suo incarico una notevole capacità e una determinazione encomiabile. Un appello a lui, come auspicato da il Tempo, dovrebbe trovarlo sensibile».
Perfetti: Buttiglione salvi l'unitarietà degli archivi
Il professor Francesco Perfetti, direttore del Servizio storico, archivi e documentazione della Farnesina, giudica la legge che ha istituito un nuovo archivio storico autonomo presso la Presidenza del Consiglio come immorale, sbagliato e pericoloso. Afferma che la ricerca storica sarà scoraggiata e che le spese lieveranno. Perfetti sostiene che l'autonomia dell'archivio degli Esteri e degli archivi degli Stati maggiore della Difesa è stata consolidata storicamente e che non è giustificabile un archivio autonomo per Palazzo Chigi. L'archivio autonomo è un tassello di una politica che vuole rendere la Presidenza del Consiglio organo costituzionale, con privilegi e esenzioni.
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