Sembra che questa sia la volta buona per il recupero dell'Arsenale Clementino Pontificio a Porta Portese. Tre giorni fa è avvenuta la consegna dei lavori, nel giro di due anni (assicurano i tecnici) gli edifici e tutta l'area: oltre mille metri quadrati saranno restituiti alla città. La struttura diventerà la sede della Fondazione Quadriennale, l'accordo è stato firmato dal Mibact lo scorso marzo, uno degli ultimi atti del ministro Dario Franceschini che ha fatto della valorizzazione l'asse portante del suo mandato. Il cancello che è il primo della via Portuense porta ancora i segni del degrado e dell'abbandono, a cui è stato consegnato per decenni. Qualche senza fissa dimora ancora prova ad alloggiare all'interno, ci sono tracce di passaggi recenti. I cavallucci marini al centro dello stemma della famiglia Albani, di papa Clemente XI, si sono sempre visti, anche quando l'Arsenale Pontificio a Porta Portese era occupato da baracche, smorzi e depositi di materiale edile. Il timbro papale in alto appare più nitido da quando l'enorme struttura settecentesca a forma spiovente (che serviva per l'entrata e l'uscita delle navi del Papa) è stata liberata da sporcizia e masserizie. Sono 17 anni che si prova a strappare questa storica struttura al degrado e all'abbandono: il primo tentativo fu nel 2001 quando l'allora sottosegretario ai Beni Culturali, Vittorio Sgarbi annuncia lo stanziamento di 10 miliardi di lire per ospitare al suo interno l'armeria Odescalchi. Da allora tutti i vari tentativi sono falliti. Sembra che questa sia la volta buona per il recupero definitivo dell'Arsenale Clementino Pontificio a Porta Portese. Tre giorni fa è avvenuta la consegna dei lavori, nel giro di due anni (assicurano i tecnici) gli edifici e tutta l'area, oltre mille metri quadrati, saranno restituiti alla città. La struttura diventerà la sede della Fondazione Quadriennale, l'accordo è stato firmato dal Mibact lo scorso marzo, uno degli ultimi atti del ministro Dario Franceschini che ha fatto della valorizzazione l'asse portante del suo mandato. Il cancello che è il primo della via Portuense porta ancora i segni del degrado, a cui è stato consegnato per decenni. Qualche senza fissa dimora ancora prova ad alloggiare all'interno, ci sono tracce di passaggi recenti che convivono con un'area che si prepara a diventare cantiere. Poi si entra, e al netto delle erbacce, si capisce già che luogo meraviglioso potrà diventare. A sinistra rispetto all'ingresso ci sono i «Magazzini del Sale», un capannone già completamente recuperato dove veniva conservata in passato la preziosa derrata, «diventerà il book-shop della Fondazione ed un punto ristoro aperto alla cittadinanza», racconta Federica Galloni, direttore generale della Direzione Arte, architettura contemporanee e periferie urbane del Ministero dei Beni culturali. La struttura scorre lungo i muraglioni che costeggiano gli argini del fiume, ci sono già dei finestroni che mostrano le mura antiche. «A destra abbiamo le antiche corderie - continua Galloni - dove saranno gli uffici della Fondazione ed il suo archivio che sarà aperto al pubblico esterno». L'edificio forma un corpo unico, più basso delle altre due strutture, sembrano stanze che crescono l'una dentro l'altra, hanno una luce densa provocata dalla posizione e dalla vicinanza con il fiume. In fondo c'è l'edificio centrale (attribuito a Carlo Fontana) realizzato da navate principali con due grandi arcate a sesto acuto, realizzate appunto per agevolare il passaggio delle navi che arrivavano dal vicino porto di Ripa grande. Sono il corpo più importante dell'Ex-Arsenale: questa diventerà la zona espositiva e museale, già semi recuperata al degrado, ripulita e avvolta in una rete per tutelarla dagli animali e dalle persone. «Non è stato facile proteggerla in questi anni- racconta Galloni - dopo lo sgombero e la riconsegna al Demanio siamo stati sempre in allerta affinché non venisse nuovamente occupata. È stato un lavoro continuo e non facile». In questi che furono i magazzini del Papa, dove venivano conservate le armi, le navi e le attrezzature militari per proteggere lo stato Pontificio, Napoleone stoccava e conservava tutte le opere d'arte che si portò poi via per sempre in Francia. «Questo luogo sarà un spazio espositivo permanente - continua Galloni - aperto al pubblico e sarà utilizzato anche come laboratorio per gli artisti più giovani». La prima fase dei lavori (recupero e bonifica) costata 1 milione di euro è stata finanziata con fondi di Roma Capitale, successivamente sono stati stanziati dal Mibact altri 7milioni di euro per il completamento delle opere di recupero e valorizzazione, l'Arsenale è inserito nel piano strategico «Grandi progetti Beni Culturali». L'accordo firmato con la fondazione Quadriennale di Franco Bernabè garantisce da parte di quest'ultima la promozione dell'arte contemporanea, in particolare le arti visive, all'interno della struttura per i prossimi venti anni.
Corriere della Sera
14 Maggio 2018
Porta Portese, rinasce l'Arsenale Pontificio. Mille metri quadrati sottratti al degrado
MA
Maria Rosaria Spadaccino
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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