Presentato il progetto per recuperare (in 18 mesi) il complesso costruito nel 1200 che ospitò, da governatore della Garfagnana, l'autore dell'Orlando Furioso. Un ascensore interno condurrà alla terrazza, per la prima volta accessibile a tutti Un polo museale dedicato a Ludovico Ariosto, poeta e commediografo ma anche governatore della Garfagnana nella prima metà del Cinquecento per un periodo di tre anni: questo il «piatto forte» del progetto di recupero della Rocca Ariostesca di Castelnuovo Garfagnana, presentato ieri al nel Teatro Alfieri. L'intervento sarà reso possibile da uno stanziamento pari a 2,5 milioni di euro del ministero dei beni e delle attività culturali, che vedrà l'apertura del cantiere per un periodo di 18 mesi, con conclusione fissata per il 2020. Una «audace impresa», citando il proemio dell'Orlando Furioso, nel segno di quell'Ariosto che dal 1522 al 1525 governò la Garfagnana per conto del Ducato Estense di Ferrara. Il progetto è stato affidato al team del professore Marco Dezzi Bardeschi, ingegnere e architetto fra i massimi esperti italiani nella conservazione e nell'intervento di recupero del patrimonio costruito, mentre la parte scientifica verrà seguita da Lina Bolzoni, docente della Normale di Pisa. Prevista la trasformazione della Rocca uno dei monumenti simbolo di questa terra in un polo interattivo moderno capace di accogliere un museo dedicato a Ludovico Ariosto e alla Garfagnana del Cinquecento e di assumere il ruolo di sede centrale di un circuito comprendente anche la fortezza di Mont'Alfonso, quella delle Verrucole a San Romano di Garfagnana, la rocca di Camporgiano e quella di Trassilico, oltre ad altre fortificazioni come le rocche di Sassi, Cascio e Ceserana e il castello di Palleroso. Un ascensore all'interno della torre condurrà alla sommità panoramica, per la prima volta accessibile al pubblico. Previsti anche interventi di messa in sicurezza sismica e di efficientamento energetico, grazie a un impianto fotovoltaico e a un nuovo generatore di calore sostenibile. E ancora, sale multimediali con totem hi-tech in grado di proiettare ologrammi, musica, suoni, testi, materiali tattili e tecnologie guida per i non vedenti. Un precedente finanziamento della Regione Toscana e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca da 1 milione di euro aveva già consentito la messa in sicurezza delle coperture e il recupero della sala ex archivio. «Il futuro polo museale afferma Dezzi Bardeschi è il frutto di un lavoro di squadra con Soprintendenza e Comune. Non si tratta di un semplice intervento murario, ma di una rivoluzione dell'utilizzo: la Rocca, simbolo di potere e edificio chiuso ai cittadini, diverrà accessibile e aperta a tutti. Sarà un vero e proprio hub integrato con tutto il territorio e un centro nevralgico che collegherà la Garfagnana a tutte le terre estensi».