Montanari: così ridurremo il consumo di suolo I costruttori che decidono di ristrutturare e riutilizzare gli edifici esistenti, anziché costruirne nuovi fabbricati su terreni liberi, beneficeranno di uno sconto sui costi e gli oneri di urbanizzazione dovuti per legge al Comune. In nome del «consumo di suolo zero», Palazzo Civico si prepara a cambiare le regole sugli oneri di urbanizzazione: «Introdurremo un sistema annuncia il vicesindaco Guido Montanari che premia chi riutilizza il patrimonio edilizio esistente». Tutto è ispirato alla parola d'ordine: «Zero consumo di suolo». Ma risponde anche a una priorità, avvertita più a Torino che altrove: recuperare l'esistente, e dunque evitare che vecchie abitazioni oppure edifici non più al passo coi tempi restino vuoti, sottoutilizzati o vadano in rovina, perché troppo datati e bisognosi di essere adeguati alle nuove esigenze di chi cerca una casa in città. È per questo che Palazzo Civico cambierà le regole, introducendo una novità destinata a incidere sul mondo dell'edilizia torinese. I costruttori che decideranno di ristrutturare e riutilizzare gli edifici esistenti, anziché costruirne di nuovi su terreni liberi, beneficeranno di uno sconto sui costi di costruzione e gli oneri di urbanizzazione dovuti per legge al Comune. «Il consumo di suolo libero degli ultimi anni è stato frutto di norme sbagliate», afferma il vicesindaco Guido Montanari. Per questo, anticipa, «stiamo lavorando per introdurre un sistema che premi chi decide di riutilizzare il patrimonio edilizio esistente, anziché costruire nuovi edifici». La novità è stata annunciata ieri dal titolare delle deleghe all'Urbanistica e rientra nel lungo e complesso processo avviato dall'amministrazione Appendino, che entro fine anno dovrebbe portare a una proposta di revisione del piano regolatore. Ma gli incentivi destinati a chi sceglie il «consumo di suolo zero» arriveranno prima. La rimodulazione del sistema di calcolo degli oneri di urbanizzazione verrà anticipata con una riforma del regolamento comunale, a cui stanno lavorando gli uffici dell'assessorato. E che potrebbe vedere la luce prima dell'estate. In concreto il coefficiente usato per determinare le tasse che un costruttore deve pagare al Comune nel caso di una ristrutturazione scenderà dallo 0,8 a 0,5 per cento, mentre il costo di riferimento per chi realizza nuove costruzioni resterà invariato: 50,93 euro al metro quadrato nel caso degli edifici residenziali. Ma cambierà e questa è un'altra novità in base alle zone: attualmente, infatti, il prezzo è uguale in tutta la città, sia che si costruisca in centro, sia che si mettano in moto le betoniere alle Vallette. In futuro non sarà più così. E questo sarà uno strumento nelle mani del Comune per indirizzare la crescita della città, in aggiunta al nuovo piano regolatore che, tra le altre cose, «manterrà un pacchetto di aree destinate alla manifattura, anche se non utilizzate preannuncia Montanari , in vista dei progetti sull'industria 4.0». Il recupero degli edifici esistenti rappresenta un problema per Torino: dal 1991 a oggi sono state costruite oltre 25 mila nuove abitazioni, ma al contempo la città ha continuato a perdere abitanti. E così, mentre una moltitudine di torinesi ha scelto di trasferirsi in alloggi più confortevoli e moderni, decine di migliaia di abitazioni si stima siano almeno 50 mila sono rimaste vuote o inutilizzate. «E se adeguare un edificio storico richiede una certa cura, ma è possibile ottenendo buoni risultati anche sul piano dell'efficienza energetica fa notare il vicesindaco ; ristrutturare i fabbricati costruiti a cavallo degli anni '60 è difficile e richiede spesso interventi radicali di sostituzione edilizia». Interventi che a Torino riguarderebbero gran parte del patrimonio edilizio, visto che l'espansione della città risale proprio agli anni del «boom» e tra il 1961 e il 1970 furono edificate 120 mila abitazioni, mentre altre 110 mila risalgono al decennio precedente; tutto questo su un totale di circa 450 mila alloggi. Per facilitare l'adeguamento degli edifici esistenti, poi, Palazzo Civico renderà più convenienti anche i piccoli ampliamenti: la tariffa ridotta di 20,89 euro, prevista oggi per chi non supera i 34 metri, verrà estesa fino ai 100 metri quadrati.