Carrara. Nelle stanze del «Carmi», il museo dedicato al Maestro nella città del marmo Sarà inaugurato il 2 giugno: un'ala è tutta sul David e sulla sua storia. Poi stanze con focus sulla pittura e sezioni per le rivisitazioni contemporanee Michelangelo Buonarroti, nell'arco della sua vita, trascorse a Carrara due anni per frequentare i «maestri del cavar marmi» e imparare a conoscere e quindi a scegliere quella materia prima che avrebbe reso immortali le sue opere. Per questo, per celebrare Michelangelo, Carrara e il marmo, nasce il Carmi, primo museo interamente dedicato alla figura dell'artista e al suo passaggio nella città dell'oro bianco. Il 2 giugno Carmi Museo Carrara e Michelangelo verrà inaugurato a Carrara, dentro l'ottocentesca Villa Fabbricotti, recentemente restaurata grazie ad un finanziamento della Regione Toscana. Un'operazione promossa dal Comune di Carrara, realizzata con il contributo dell'Associazione MetaMorfosi e della Fondazione Casa Buonarroti e in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Carrara, presentata ieri mattina a palazzo Strozzi dal sindaco di Carrara Francesco De Pasquale e da Monica Barni, vice presidente della Regione Toscana. Una sala sarà dedicata alla pittura michelangiolesca, un'altra alle opere architettoniche; un'ala vedrà indiscusso protagonista il David e la sua storia, a partire dal gigantesco blocco che arrivò a Firenze, probabilmente dal bacino marmifero di Fantiscritti. Su di un pannello verranno ricostruiti i vari viaggi dell'artista verso Carrara: il primo fu quello del novembre 1497, quando Michelangelo arrivò in città, in sella ad un cavallo grigio, scrivono le cronache, con in tasca 15 ducati e 3 carlini, per scegliere il marmo della Pietà. Il secondo viaggio fu nel 1503, per prendere contatti con i maestri scalpellini del territorio e l'ultimo, nel 1505, per scegliere i marmi del monumentale sepolcro di Papa Giulio II, una fornitura talmente imponente che i carraresi dovettero costituire un'apposita società per potergliela garantire. Rapporti che si protrassero fino al 1523, poi si narra che fu proprio la famiglia dei Medici a consigliare a Michelangelo di rivolgersi alle cave della Versilia e preferire i loro marmi. Nelle sei sale tematiche del Carmi anche una in cui troneggerà un Mosè, fedelissima riproduzione in scala 1:1, realizzata dall'Accademia di Belle Arti di Carrara. La parte storica verrà affiancata da una più moderna che accoglierà una sezione dedicata all'arte contemporanea dove, fra gli altri lavori, verrà esposta la rivisitazione, molto discussa, della Pietà di Jan Fabre. Al pian terreno mostre temporanee e l'esposizione di alcuni gessi dalla Collezione Lazzerini di proprietà della Scuola del Marmo di Carrara, e dalla gipsoteca dell'Accademia di Belle Arti di Carrara. Due sale saranno dedicate alle produzioni cinematografiche che nel 2017 hanno celebrato il legame tra Michelangelo e Carrara.