Finanziamento di 4 milioni del Mibact. «Porta verso il futuro» Napoli. Un ascensore collegherà le Catacombe di San Gennaro con il Rione Sanità. Un vecchio sogno di don Antonio Loffredo: avvicinare i due siti e rendere più accessibile uno dei monumenti archeologici più importanti di Napoli. Grazie ad un finanziamento del Mibact di 4 milioni di euro (a valere sui Fondi rinvenienti dalla programmazione 2007-2013) e al protocollo firmato ieri tra Soprintendenza archeologica e Arcidiocesi, sarà possibile raggiungere le Catacombe non solo attraverso il percorso interno ma anche in ascensore. Saranno eliminate inoltre tutte le barriere architettoniche. Non a caso il nome del programma è: «Napoli rione Sanità: una porta verso il futuro». Prospettiva capovolta L'ascensore partirà dal piazzale della Basilica di Capodimonte (guardando la chiesa a destra, dove c'è la fontana) scenderà nella cava sottostante, e raggiungerà una zona della Sanità che si trova oltre l'ospedale San Gennaro, nella zona dei campi sportivi. Qui siamo alle spalle della basilica di San Gennaro Extra Moenia. L'idea è quella di migliorare ulteriormente la componente attrattiva del sito, mirando però a potenziare l'accesso dal basso. L'attuale ingresso, infatti, posto in alto a Capodimonte, è filologicamente errato in quanto porta i visitatori a capovolgere l'approccio alla visita essendo la parte più antica, in contiguità con la Basilica di San Gennaro Extra Moenia, nella parte bassa verso valle, nel cuore del rione Sanità. Ed è da qui che è giusto che il percorso turistico parta. Con l'ascensore sarà possibile. Il finanziamento consentirà inoltre la messa in sicurezza di parte del costone tufaceo che sovrasta il complesso monumentale, l'adeguamento dei percorsi per disabili all'interno e all'esterno dell'intera area archeologica, un luogo attrezzato sul piazzale adiacente la Basilica del Buon Consiglio quale ingresso al percorso museale che utilizzerà la sottostante cava come attesa, incontro, e partenza per la visita. Il recupero della cava sottostante il piazzale, e dell'adiacente giardino, pensati come spazi polifunzionali (per la lettura, l'incontro in condivisione con la comunità Luterana napoletana, la biglietteria, per mostre o eventi). L'aspetto gestionale verrà assicurato dalle cooperative facenti capo alla Fondazione San Gennaro, le stesse che oggi gestiscono con successo e con forti ricadute occupazionali, le Catacombe di Napoli e le annesse basiliche. «Piedi per terra» «I giovani del Rione Sanità da anni hanno scelto di tenere i piedi ben saldi alla terra senza rinunciare ai sogni, di contrastare l'inevitabile con l'imprevedibile, di essere al contempo don Chisciotte e Sancho Panza. Questo progetto dimostra che hanno visto giusto», afferma soddisfatto Loffredo. «Con questo progetto si restituisce un pezzo importante di città - ha detto il sovrintendente Luciano Garella - e si contribuisce a fare delle Catacombe un attrattore turistico sempre più importante». Recuperando una parte di città fortemente degradata e generando un altro elemento di attrazione e riqualificazione di un'area che comprende peraltro anche la basilica di San Gennaro Extra Moenia come un potenziale luogo di costante promozione culturale, la quale non avrà più mera funzione di luogo di passaggio e smistamento dei flussi di turisti in visita alle Catacombe, ma un nuovo autonomo attrattore culturale.Il tutto da inquadrare in una nuova idea di flussi turistici che - come ha ricordato Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità - stanno interessando, grazie anche al Museo di Capodimonte, la zona collinare.