Il ministro parla di proprietà dello Stato e di Mezzogiorno "Il credito d'imposta è simbolico, non toglie niente al Sud" Il Colosseo non è in vendita. Da Assisi, dove è intervenuto a un convegno organizzato da Alleanza Nazionale, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti allenta le polemiche sulle proprietà dello Stato, parla di credito d'imposta e di pensioni, di Nord e di Sud, toccando alcuni dei temi più controversi della Finanziaria. "Nessuno pensa di vendere il Colosseo. Anche perché, tra l'altro, non avrebbe mercato". Tremonti definisce una "tensione isterica" quella che ha accompagnato la costituzione di Patrimonio Spa, e ricorda che la missione è quella "non di vendere, ma di creare valore all'immenso patrimonio italiano, potendo eventualmente ricorrere alle cessioni. Vogliamo valorizzare - precisa Tremonti - anche attraverso affitti e diritti, le proprietà dello Stato che, in alcuni casi, non sono neanche usati". Poi fa l'esempio degli spazi utilizzati, a Torino, dai centri sociali: "Non va bene che quell'area sia pagata dallo Stato". Poi è la volta del credito d'imposta per il Nord, che "non toglie niente al Sud, è un fondo marginale e simbolico" dichiara il ministro. "Al Sud - ha aggiunto - vanno migliaia di miliardi di vecchie lire, mentre qui stiamo parlando solo di 60 miliardi. Se è vero che va evitato il razzismo in un senso, va evitato anche nel senso opposto". E liquida con il commento "una falsa questione" quella sollevata dal leader della Cisl, Savino Pezzotta, secondo il quale questa misura danneggerebbe il Mezzogiorno. Per quel che riguarda, poi, la modifica alla Finanziaria che introduce per la Sicilia l'obbligo, da parte di tutte le imprese regionali, di pagare in loco l'Irpeg anche se la sede è ubicata fuori dall'isola, Tremonti ha dichiarato che "non è un costo per le imprese, e non riguarda solo i rapporti fra Stato e Regioni". E nel corso dell'intervento ha escluso che vi possano essere problemi qualora tale principio fosse - come prevede un emendamento - esteso anche alle altre aree del Paese. Un "problema epocale" invece quello delle pensioni: "Perché nella nostra società ci sono poche culle e poche tombe. Occorre affrontarlo - ha detto Tremonti - secondo le indicazioni dell'Unione europea: con incentivi alla permanenza degli anziani nel mercato del lavoro e con la creazione di previdenza complementare". Nessuno vuole "un inizio di riforma previdenziale di tipo aggressivo - ha precisato il ministro - ma dobbiamo attenerci a quello che chiede l'Europa". Intanto il sindaco di Roma Walter Veltroni torna all'attacco sui fondi per la capitale. E sollecita il governo a rispettare l'impegno preso, alla Camera, al momento del voto sulla Finanziaria. "Berlusconi ha preso l'impegno su Roma, davanti anche al presidente della Camera, con un ordine del giorno che va rispettato al Senato dove si esaminerà la Finanziaria". "Non posso immaginare - ha detto Veltroni - che avvenga nulla di diverso dall'approvazione di un emendamento su questo". Il sindaco ha sottolineato che "tagli agli acquisti di beni e servizi ai Comuni cambiano immediatamente la qualità di vita dei cittadini, perché colpiscono servizi che riguardano la scuola, la sanità, i trasporti, l'aiuto per i più deboli".