Altopascio, depositate in Comune 140 firme: «A rischio anche un bosco protetto» Altopascio. «Non costruite accanto alla Francigena». L'appello, con tanto di firme, dei residenti di Badia Pozzeveri, piccola frazione di Altopascio, dove si è scatenata la bufera per la decisione del Comune di concedere i permessi per l'ampliamento di un'area industriale in un'area verde che confina proprio accanto al centenario percorso. Ben 140 le firme protocollate in Comune per dire no alla cementificazione di un'area di ben 44mila quadri, collocata a confine con Porcari e Montecarlo. Secondo i firmatari le nuove costruzioni sarebbero anche troppo vicine a un bosco vincolato mentre a pochi passi si trova un'abbazia del 1200. L'intervento in realtà è stato avallato dal Comune, spiega il vicesindaco Daniel Toci (delega ad ambiente e lavori pubblici), «per andare incontro alle necessità di ampliamento della locale azienda Alpipan», ditta che produce alimenti da forno dietetici e che attualmente si trova in un'altra zona del territorio. Ma i cittadini, riuniti in un comitato, non ci stanno: «Ci opporremo a questo scempio. Siamo di fronte a una bellissima area verde vincolata, che non deve essere distrutta con nuovi insediamenti» spiega il battagliero presidente Luca Bianchi. Il Comune, dopo aver adottato la variante urbanistica alla fine dello scorso anno per far passare quel terreno da agricolo a industriale, aveva avviato la fase delle osservazioni. Ma si sono mobilitati subito molti soggetti, fra cittadini e politici, con ben cinque osservazioni presentate. «Cemento rosso» hanno gridato le opposizioni per indicare la cementificazione targata Pd, che è alla guida del Comune. Anche ex politici del centrosinistra locale hanno presentato osservazioni per sottolineare che in quella zona vi sono invarianti strutturali come aree verdi e aree boscate. E la richiesta di attenzione per il bosco è arrivato anche dal vicino Comune di Montecarlo. Il comune di Altopascio però va avanti, come spiega il vicesindaco Daniel Toci: «Stiamo valutando le osservazioni per capire se accoglierne alcune che possano migliorare la variante». E rassicura che non verrà tagliato il bosco secolare. L'amministrazione in realtà aveva deciso che quell'area poteva essere trasformata in un sito produttivo. E l'ha messa a disposizione di Alpipan, con il vaglio di Provincia di Lucca e Regione, con un vincolo: spetta al privato sistemare l'accesso alla viabilità provinciale e migliorare l'area, attualmente abbandonata, con opere di riqualificazione. Ma la rassicurazione non convince il comitato, che ha lanciato l'allarme anche sulla via Francigena: «Va salvaguardata, il pellegrino deve immergersi nel verde senza vedere intorno colate di cemento».