Rispunta il progetto Pass4Venice: prenotazioni obbligatorie e numero chiuso Sette hub di ingresso in città. Una piattaforma per prenotare la visita. Un ticket per chi non prenota o prenota in ritardo. E, extrema ratio nelle giornate di massimo afflusso, il numero chiuso. Tre anni dopo, riecco il progetto Pass4Venice. I suoi promotori lo hanno inviato in questi giorni al sindaco Luigi Brugnaro, chiedendo un incontro. «I varchi hanno avuto il merito mostrare il problema, sono stati una scelta coraggiosa», dice il portavoce della società, l'avvocato ed ex assessore Alessio Vianello, «ma non basta per risolvere una questione enorme, che va affrontata a monte. I turisti non sono un problema di sicurezza, non si può sempre agire con la logica dell'emergenza». Il progetto intende regolare gli afflussi dei turisti in città. Ponendo a carico dei visitatori un ticket sempre più caro man mano che la prenotazione si avvicina ai giorni della visita. «Una piccola tassa che il turista pagherebbe anche volentieri», dice Vianello, «che servirebbe per accantonare fondi preziosi per mettere a posto una città che ha sempre meno risorse statali, e creare infrastrutture dedicate al turismo». Per metterlo in pratica però, precisa l'avvocato, «occorrono delle modifiche legislative. Un emendamento alla nuova legge Speciale per Venezia, incardinata nelle commissioni in Parlamento. Maggiori poteri al sindaco e la possibilità di fermare gli accessi quando la città è piena. Con i trend attuali e tutte le città d'arte sotto pressione, spiega Vianello, «Venezia potrebbe rappresentare il caso pilota da estendere poi ad altri centri storici assediati, come Firenze, le Cinque Terre». In In cosa consiste Pass4Venice? Il primo passo è la creazione di sette nuovi «hub» per accedere alla città. Via Righi a Mestre per i bus Mestre stazione per chi arriva in treno, dove faranno capolinea i turisti che poi arriveranno in città con navette frequenti. Poi Punta Sabbioni, Tessera aeroporto, Chioggia, Fusina, Venezia «lagunare» che potrebbe comprendere a breve anche il nuovo scalo per le navi in Marittima. A Venezia i turisti potranno entrare solo da questi «terminal». Residenti, studenti, ospiti e lavoratori come quelli che sono diretti agli alberghi ovviamente potranno circolare liberamente. Come funziona? «Se vogliono venire a Venezia devo prenotare e ho l'obbligo di acquistare un Daily Pass che consente l'uso gratuito dei mezzi di trasporto pubblici, l'accesso ai musei e alle mostre. In questi hub ci saranno i varchi, o anche i tornelli, per consentire di diversificare i flussi. Poi bisognerà creare una piattaforma dove raccogliere le prenotazioni. E i ticket, che possono andare dai 20 ai 50 euro. Incasso medio previsto, qualche milione di euro al giorno». Fantasia? «No, perché questo non è un progetto fantascientifico, ma può partire a breve», dice Vianello. Che assicura di avere le garanzie di legittimità sulla regolazione dei flussi. A cominciare dal parere del celebre costituzionalista Mario Bertolissi. «Riteniamo che questo sia il momento di provare, continua, dal momenti che il problema adesso è sul tavolo. Ne parlano il Comune e la Regione, molte forze politiche. Il progetto è firmato dai soci fondatori. Oltre a Vianello, Andrea Casadei, Edoardo Colombo, Mirko Lalli, Massimo Andreoli, Gialuigi Cogo, Stefano Quintarelli, Roberto Scano, Francesco Versace, Marco Zordan. «È l'unica strada per fermare l'invasione e incoraggiare un turismo consapevole», dicono, «chi non prenota non ha accesso alla città e ai suoi servizi». Un altro indubbio vantaggio sarebbe quello della legalità. Con la prenotazione gli abusi diventano più difficili, il «nero» anche. Maggior ricchezza per tutti, dunque, e più ordine negli arrivi. «L'Unesco definisce Venezia un sito archeologico ancora animato di vita. Questo sito deve essere messo a reddito, non solo per salvaguardarlo ma per continuare a farlo vivere».