Lo scrittore al Mann per "Un'altra Galassia" Una "Festa del Libro" lunga due giorni. Con incontri, dibattiti e calici di vino. Inizia stasera "Un'altra Galassia", ideata da Rossella Milone, Valeria Parrella, Pier Luigi Razzano e Massimiliano Virgilio. Luogo speciale per questa edizione, tutta a ingresso libero, sarà il Museo Archeologico. Alle 20, sullo scalone monumentale, si terrà un reading dedicato ai vent'anni dalla scomparsa di Anna Maria Ortese. Domani alle 21, la Sala del Plastico di Pompei ospiterà una speciale chiacchierata tra il direttore Paolo Giulierini e Valerio Massimo Manfredi. «È sempre un piacere tornare qui commenta l'archeologo e scrittore Il Mann è uno dei musei più ricchi al mondo. La sola sezione pompeiana custodisce tesori incredibili». Professor Manfredi, su cosa verterà il vostro incontro? «Sarà una conversazione legata a più tematiche, tra archeologia e storia. Entrambi abbiamo studiato a fondo gli Etruschi: una parte del nostro dialogo certamente sarà incentrata su questa popolazione». La Sala del Plastico conserva anche una riproduzione del mosaico di Alessandro, una figura a cui lei ha dedicato una delle sue trilogie più amate. «Certamente la trilogia su Alessandro Magno mi ha cambiato la vita. È stata tradotta in 38 lingue e distribuita in 75 Paesi. Ha ispirato "Alexander" di Oliver Stone e ancora oggi è ristampata. Alessandro Magno è una figura storica eccezionale. Una delle perdite più grandi è stata proprio la letteratura coeva a lui legata. L'opera più antica che ne racconta le gesta è di età adrianea, quindi di primo-secondo secolo. Alessandro era già morto da più di 300 anni». Torna spesso a Pompei? «È un luogo straordinario: una capsula del tempo unica, così come Ercolano. Pompei è una città che, nel dramma, è stata sigillata in un tipo di materiale che ha salvato le pitture murali, tanto da preservarne la stessa lucentezza. A Ercolano, poi, c'è quello scrigno che è la Villa dei Papiri, nella cui biblioteca il professore Marcello Gigante era sicuro ci fosse un foglio autografo dell'Eneide di Virgilio. Gigante si batté al lungo perché continuassero gli scavi. Ma, in questo caso, ci sono troppe costruzioni che insistono sull'area archeologica. Si dovrebbe fare come hanno fatto i francesi a Delfi: demolire tutto e liberare lo scavo. Anche insistendo con qualche esproprio. Sotto Ercolano ci sono patrimoni unici per l'umanità. È assurdo che non si possano portare alla luce». Tornando al Mann, è in corso una mostra su "Star Wars". Che cosa pensa di questa politica del museo di aprirsi ad più forme di arte? «È una cosa buona. Il museo è una casa della cultura, della scienza e della bellezza. Le mostre richiamano sempre un tema. E questo, dedicato agli eroi, mi sembra più che degno. Ben venga, quindi, anche 'Guerre Stellari'». A cosa sta lavorando al momento? «Il 4 settembre uscirà con Mondadori il mio nuovo libro. È ambientato ai tempi della guerra del Congo tra il 1963 e 1964. Il mio ultimo volume, inoltre, "Teutoburgo", ha suscitato molto interesse. Sto per firmare la cessione dei diritti cinematografici a un produttore americano».