Lo propone Beppe Costa, presidente di Costa Edutainment, e presidente Opera Laboratori Fiorentini del Gruppo Civita, che gestisce, tra le molte realtà culturali nazionali, anche gli Uffizi e i Musei vaticani. Ieri Euroflora era gremita dei suoi 20.000 visitatori, mentre l'Acquario, come se nulla fosse, sgranava per metà del Porto Antico le sue tradizionali code. Con qualche problema di parcheggio per i visitatori, però. Beppe Costa, perché a Euroflora tutti i visitatori vanno con mezzi pubblici o con pullman ordinatamente parcheggiati in corso Europa e l'Acquario è assediato dalle auto? «Anche se le cose, con Porto Antico, stanno decisamente migliorando, occorre cominciare a pensare di organizzare seriamente l'afflusso delle auto o dei pullman dei turisti nel centro della città. Due anni fa organizzammo un servizio navette, a nostre spese, da piazzale Kennedy all'Acquario. L'esperimento aveva funzionato magnificamente». E dunque? «É necessario riuscire ad organizzare un servizio di navette: non occorre sconvolgere la città, se a gennaio prendiamo il calendario, tutti individuiamo quelli che saranno i giorni "critici" per i flussi turistici: organizzare i flussi è il primo passo per gestirli. Prevedere i picchi di accesso è necessario per gestire molte auto e organizzarne i parcheggi. Magari evitando che entrino troppo in città». Tornelli come a Venezia? Pullman bloccati fuori dalla città? «Io sono convinto che occorra adesso trovare soluzioni che non portino le auto, o i mezzi, dei turisti al centro del bene da fruire. Che sia Venezia, Firenze, Genova o le Cinque Terre, la ratio è la stessa, trovare posti dove scambiare i mezzi privati o turistici con comodi e confortevoli mezzi pubblici. Alle persone piace camminare, alle Cinque Terre ci vanno apposta. Pensiamoci: a Venezia, da piazzale Roma a piazza San Marco non c'è un tratto breve, eppure tutti vanno a piedi, o in vaporetto. A Firenze, da piazzale Michelangelo al centro, non è un salto, eppure. A Londra in centro nessuno va più con la propria auto. Se i tornelli servono per far fruire meglio il bene, servono». Pensa al numero chiuso? «Per niente. All'organizzazione delle visite, come si fa ovunque all'estero. Agli Uffizi abbiamo numeri limitati. All'Acquario le prenotazioni si fermano quando si raggiunge il numero massimo. Così come sta accadendo a Euroflora. Perché quello che vale e funziona agli Uffizi, non può valere per le Cinque Terre o per Genova? Organizzare un sistema di prenotazioni e un sistema di parcheggi fuori dalla città, magari anche solo in alcuni periodi dell'anno, è la svolta». Il presidente della Regione Giovanni Toti ha battezzato il "modello Euroflora" proprio per la gestione logistica: funziona? «Decisamente sì: sei mesi fa quando si è cominciato a parlare di Euroflora a Nervi ero molto preoccupato e lo ero proprio pensando alla logistica. La fortuna aiuta gli audaci e il sindaco Bucci sta raccogliendo il risultato di una sfida che più di tutti ha voluto. Ero perplesso, lo ammetto: invece abbiamo fatto bene perché c'è stato un grande sforzo complessivo. Non sarà un'Euroflora epocale, come dice qualcuno, ma rimane una bella Euroflora che attira 250.000 persone. E i numeri, quelli, parlano chiaro. E parlano chiaro anche i residenti, chi abita a Nervi è stupito della quasi normalità della situazione, nonostante gli passino sotto le finestre 20.000 persone al giorno». Temeva che l'Acquario soffrisse il magnete Euroflora? «Forse abbiamo sofferto un pochino i primi giorni, poi non più. In effetti, però, io sono abituato a ragionare in una logica di sistema, se si accendono nuovi attrattori anche l'Acquario starà meglio. Devo fare un omaggio a Carla Sibilla (amministratore delegato di C-Way Tour Operator del gruppo Costa Edutainment, ndr) che quando era assessora ha costruito una rete che funziona tra tutti gli operatori turistico-culturali della città. Dobbiamo proseguire su quella strada». La Regione l'ha candidata come presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre. «Me lo hanno chiesto e non ho detto di no. Adesso però i temi nazionali devono avere la priorità, ci penseremo».