L'appello Chissà se nel misterioso globo al centro dell'unico dipinto su parete di Caravaggio, che occupa una volta del Casino Ludovisi circondato da affreschi del Guercino, si nasconde l'antidoto all'avanzata delle ruspe, che proprio in questi giorni si appresterebbero a sventrare il sottosuolo della villa per realizzare un garage da 250 posti auto. L'operazione fu concepita nel 2011 dal proprietario, il principe Nicolò Boncompagni Ludovisi, morto lo scorso marzo, in collaborazione con l'ingegner Giovanni Farrocco, allora in società con l'ambasciatore Umberto Vattani. Sotto il Casino, altrimenti detto Villa Aurora, si stabilì la realizzazione di un parcheggio a tre piani e, in prospettiva, anche di un centro commerciale. Il permesso a costruire, protocollato alla fine del maggio 2017 dal Comune di Roma e avallato dalla Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio, ha durata di un anno. Scade a fine mese. E parte la corsa per bloccare i lavori. «Chiediamo che il progetto sia bloccato all'istante e si provveda a una reale, efficace tutela del bene » , dice Valeria Grilli, presidente regionale del Fai. « Dopo la demolizione del villino di via Ticino si mette in pericolo un edificio di fine 500, con interventi di Carlo Maderno e dipinti inestimabili. È l'ultimo fabbricato intatto dell'antica villa Ludovisi, trasformata in quartiere all'inizio del ' 900. Sbalorditi per la concessione dei permessi, ci chiediamo perché si incoraggi un nuovo garage in una zona già servita da due enormi impianti, quello di Villa Borghese e il Parking Ludovisi, oltre a tre fermate della metro » . Aggiunge Vanna Mannucci, vicepresidente di Italia Nostra a Roma: «Una sentenza della Corte Costituzionale ha bloccato l'ipotesi di un parcheggio sotto una villa storica di Genova, stabilendo la prevalenza del bene culturale e facendo letteratura. E alcuni anni fa il soprintendente Ruggero Martines bloccò subito la richiesta di alcuni eredi Torlonia che, a via di Villa Albani, avrebbero esposto al pubblico opere di famiglia in cambio del permesso per un garage». Meno lineare, stavolta, l'iter della Soprintendenza, che in un primo momento si oppone al parcheggio con specifiche e numerose motivazioni. Quindi impugna, presso il Consiglio di Stato, l'annullamento del diniego al nulla osta da parte del Tar, per presunti vizi di motivazione, a seguito di ricorso del principe. Il Consiglio di Stato, allora, conferma l'originario parere negativo della Soprintendenza, ma alla fine della sentenza accenna alla possibilità che l'Amministrazione contemperi le esigenze economiche della proprietà con la tutela del bene. Più avanti l'ingegner Claudio Baldani, responsabile di zona per la Soprintendenza statale, impone ai proprietari un intervento di restauro anche strutturale dell'edificio e firma il nulla osta al garage, che dovrebbe servire a finanziare tali lavori grazie a un'operazione da 12 milioni. « Ho visitato il Casino Ludovisi di recente: gli affreschi hanno bisogno di restauri ma l'esterno sembrava in ottime condizioni», commenta Grilli. « Il nostro intento era salvare l'edificio », dichiara l'ingegner Farrocco, che avrebbe pattuito con la proprietà un compenso di 4 milioni per essersi occupato del rilascio del permesso. «Vattani non c'entra più dal 2012, quando chiudemmo la società. Ho proseguito da solo, con l'Immobiliare di Roma srl». Dice Rita Carpenter, vedova del principe e fra i suoi eredi: « Sono per il garage solo se mi dimostrano che non verrà danneggiato il nostro bel giardino » . Qui, accanto al fauno attribuito a Michelangelo, sorge un cedro del libano monumentale. Anch'esso vincolato.