Preoccupazione per il progetto di un centro turistico residenziale a pochi metri dalla riserva IL CEMENTO sta per aggredire e abbrutire uno tra i posti più belli di Puglia: l'oasi naturale di Torre Guaceto. A denunciarlo è il Wwf regionale che accusa il comune di Carovigno di «prestare il fianco alle speculazioni edilizie e non dare l'importanza necessaria alla tutela dell'ambiente». Il sindaco della città brindisina, Vittorio Zizza, ha convocato per lunedì 22 - spiega Pasquale Salvemini, direttore regionale dell'associazione ambientalista - «una conferenza di servizi per cercare consensi alla realizzazione di un albergo residenziale nei pressi della riserva di Torre Guaceto». Si tratterebbe di un enorme complesso, situato a meno di un chilometro dal "sito d'interesse comunitario", un'area tutelata dall'Unione sia dal punto di vista paesaggistico sia da quello idrogeologico. «Non conosciamo ancorai dettagli del progetto - dice Salvemini - ma in ogni caso una costruzione, in quella zona, provocherebbe uno scempio irrimediabile. Non mi riferisco soltanto al paesaggio ma anche all'impatto negativo per l'avifauna migratrice che si concentra in quell'area: lì d'inverno si creano pozze d'acqua dolce stagnante». A Torre Guaceto, non solo cemento. Nei giorni scorsi l'assessore regionale all'Ambiente, Michele Losappio, aveva chiesto di fermare «i considerevoli prelievi di sabbia» (200mila metri cubi al-l'incirca) da trasferire sulle spiagge del litorale di Otranto a rischio erosione. «Pur comprendendo e valutando i danni correlati al fenomeno dell'erosione anche in termini di turismo siamo assolutamente contrari a ogni atto che possa minare l'integrità dell'area protetta». Un nuovo fungo di cemento sta sorgendo anche a Gallipoli, «a un tiro di schioppo dal mare». La definizione è del primo cittadino della città salentina, Giuseppe Venneri, che a ottobre del 2004 ha rilasciato la concessione. «Ho dovuto turarmi il naso». Perché allora? «L'iter era precedente, iniziato nel 2001 se non sbaglio. Lapratica era avanzata, abbiamo provato a mettere dei paletti ma non ci siamo riusciti. Da un punto di vista amministrativo avevamo purtroppo le mani legate, per questo siamo stati costrette a dare la concessione». Si tratta di un complesso di cinque piani («in un primo momento dovevano essere sette»), in località Rivabella: la zona era stata sottoposta a sequestro probatorio, mai sigilli sono stati tolti da qualche giorno. I lavori sono dunque ripresi. «E' uno scandalo - attacca il Wwf- consentire una costruzione a 20 metri dal mare, praticamente realizzato su una duna». Il sindaco fa spallucce: «E' brutto, in quella zona avrei preferito nascesse un'area verde. Mi spiace, non posso farci nulla». Il brutto che avanza (sulla costa) arriva anche via telefono.Aun mese dalla sua nascita il numero verde (800.085898, tutti i giorni dalle9 alle20) voluto dall'assessore regionale al Demanio, Guglielmo Minervini, con la collaborazione del Wwf, ha ricevuto oltre 250 segnalazioni. In quattro mesi lo scorso anno ne erano arrivate 412. «E' stato un grande successo -dice Salvemini - che testimonia quanto lagente sia arrabbiata. Ora però i nostri politici devono passare ai fatti: le costruzioni abusive devono essere abbattute». In questi giorni, Ferragosto compreso, i vo-lontari del Wwf hanno controllato sul posto le segnalazioni arri vate per poi relazionare alle forze dell'ordine. Ieri sono state sul litorale jonico, da Tarante a Maruggio. Tanti rifiuti (amianto compreso) e dieci costruzioni abusive«che abbiamo aggiunto all'elenco che a giorni presenteremo alla Regione in attesa che cominci la promessa fase di bonifica». Il dossier è quasi pronto: i casi più scandalosi sono nel barese, a Polignano e Mola di Bari. «Qui, in via Ugo La Malfa - dice Salvemini -è stata concessa l'autorizzazione alla realizzazione di ville a un metro dall'acqua. I lavori sono sospesi. Stiamo verificando se si possono distruggere. APolign ano, invece, in località Pietra Igea, sulla strada per Cozze, c'è un villaggio residenziale, ormai fatiscente e sequestrato dalla procura. Anche quello dovrà essere abbattuto».