Un successo l'apertura festiva delle esposizioni cittadine. Boom di visitatori ai Capitolini nonostante file e metal detector ARTE E CULTURA: sono state queste le parole d'ordine del Ferragosto capitolino. Nello scorso weekend, infatti,più di 37mila persone hanno visitato i musei comunali. Un dato sostanzialmente identico rispetto a quello dello scorso anno ma estremamente significativo se valutato in relazione alla difficile situazione in cui versa il Paese. Tradotto in breve: il terrorismo e lo stato d'allerta sempre più alto non hanno scoraggiato i visitatori. Così, in una Roma surreale, fatta di saracinesche abbassate e strade praticamente vuote, sciami di turisti armati di buona volontà hanno sopportato pazientemente, all'ingresso dei musei, le lungaggini provocate dalle nuove misure di sicurezza. Metal detector e rilevatori di esplosivi, infatti, sono praticamente ovunque oltre alle videocamere e alla sorveglianza fissa. Il dato sull'afflusso ai luoghi d'arte, quindi, incoraggia. E lo fa tanto più se si tiene conto che, nella giornata di Ferragosto, era chiuso per disposizioni ministeriali il Monumento del Vittoriano che da solo, il 15 agosto 2004, aveva totalizzato circa 10mila ingressi. Quest'anno a fare da traino fra i vari spazi comunali sono stati i Musei Capitolini. Il 13, il 14 e il 15 agosto, infatti, sono state registrate rispettivamente 1071, 1536 e 1531 presenze. Mentre nello stesso periodo, l'anno prima, c'erano state 962, 1100 e 1.252 visite. Forse al successo riscosso dai musei ha contribuito anche il costo «popolare» dei biglietti di ingresso. Spendendo da uno a sei euro, infatti, è stato possibile visitare alcuni dei luoghi più suggestivi della Capitale: dal Colosseo alla Domus Aurea, dai palazzi Altemps eMassimo alle terme di Caracalla e di Diocleziano. Per non parlare delle tombe latine e di Cecilia Metella o della Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Solo per fare qualche esempio.