«Meno calcestre e più parco, senza trascurare gli elementi urbani». La soprintendente Antonella Ranaldi spiega perché sono state suggerite modifiche e integrazioni al restyling di piazza Castello. Cosa andava rivisto nell'idea vincitrice del concorso? «Avevamo avanzato delle criticità su alcune soluzioni radicali: troppa superficie a calcestre e riduzione delle aiuole. Il piano di fattibilità fa suoi questi suggerimenti». Qual è l'idea di fondo per la piazza? «L'idea portante è dare un'immagine del Castello immerso nel parco, rafforzando gli spazi verdi e gli elementi connotativi già esistenti. Nel progetto definitivo chiediamo attenzione alle vedute». Perché bisogna rifare l'area? «La situazione della piazza è molto delicata, è il risultato di una stratificazione di diversi interventi. Così si sono creati slarghi e non luoghi, spazi indefiniti. Era diventato uno scalo di autobus». Su quali altre piazze milanesi è necessario intervenire? «In Cordusio tutti i palazzi si stanno trasformando con altre funzioni. Potrebbe essere un'occasione per recuperare l'ellisse originaria della piazza. Mentre in San Sepolcro stiamo portando avanti il tema della pedonalizzazione e del recupero del perimetro del Foro romano. Sono curiosa poi di vedere piazzetta del Liberty al termine dei lavori per il "Cubo" di Apple: mi aspetto un luogo gremito di gente».