VENEZIA. Gli operai non avevano ancora scaricato tutto il materiale dalla barca che già si era creato un crocicchio di veneziani. «Scusi, che cosa state mettendo?», hanno chiesto tra il preoccupato e lo stupito. «Le transenne», una risposta che ha raggelato il pubblico. Nell'immaginario collettivo quando si parla di transenne tutti pensano a quelle grigie, leggere e facilmente rimovibili, non ai tornelli apparsi nel primo pomeriggio di ieri in Lista di Spagna e in piazzale Roma, ai piedi del ponte della Costituzione: grandi blocchi di metallo, a grate, che serrano l'accesso lasciando due passaggi, un po' come quelli che si vedono negli stadi a partite e concerti. Ieri, alla loro vista, più di qualcuno è trasalito e ai vigili che presidiavano l'area ha detto contrariato: «Ho visto check point di questo tipo a Belfast, ma c'era la guerra civile». Del ponte del Primo maggio, con gli hotel «sold out», promozioni sui treni di Trenitalia e Italo e lancioni granturismo prenotati da mesi a Jesolo e Cavallino, se ne parla da giorni e, proprio per gestire l'invasione, l'amministrazione ha deciso di dichiarare il «bollino nero» introducendo deviazioni e blocchi pedonali, allontanando le imbarcazioni turistiche da San Marco e la chiusura del ponte della Libertà non appena i parcheggi di piazzale Roma saranno pieni. «Con umiltà ci siamo assunti il compito di sperimentare una diversa gestione dei flussi, da qualche parte bisogna partire, meglio ora che il primo luglio, siamo pronti a fare correzioni», ha detto ieri il sindaco Luigi Brugnaro, che di persona ha controllato il pontile per i lancioni a Fondamente Nove, San Marco e piazzale Roma proprio mentre gli operai montavano i tornelli e nei punti chiave della città comparivano totem segnaletici a indicare le direttrici da imboccare per Rialto e San Marco. Il Comune, sulla base delle prenotazioni alberghiere, introdurrà altri giorni «neri» quest'estate, in tutto una decina e ci saranno sempre i tornelli, chiusi in caso di ressa. Per passare, veneziani, studenti e lavoratori dovranno mostrare la tessera Venezia Unica, quella per i vaporetti. Primo a tuonare contro le scelte del Comune, «Generazione 90», gruppo di giovani impegnato in difesa della residenza in laguna: «Da anni chiediamo il numero chiuso, la gestione dei flussi, la sensibilizzazione dei visitatori, perché Venezia non è un parco giochi. Avete sbagliato tutto, ancora una volta», si legge su Facebook. Il turismo, nella città che chiunque al mondo vorrebbe visitare, è insieme fonte di ricchezza e di problemi: Venezia è piccola, le sue calli strette e anguste e gli oltre 25 milioni di persone che ogni anno la visitano hanno cambiato il volto della città. Negozi trasformati in punti vendita di souvenir o in bar, appartamenti sottratti alla residenza e messi sul mercato delle più fruttuose locazioni turistiche. Da almeno dieci anni gli abitanti chiedono che l'amministrazione faccia qualcosa e quando, nel 2016, l'Unesco ha messo in mora il governo e il Comune perché non avrebbero fatto abbastanza per la salvaguardia della laguna, molti hanno sperato che la situazione sarebbe cambiata. Roma e Venezia si sono alleate e ne è nato il Patto per Venezia (novembre 2016), che destina 10 milioni alla gestione dei flussi. La commissione consiliare Turismo ha raccolto le proposte dei veneziani e quasi tutti suggerivano di imporre prenotazioni e numero chiuso. Ora che la giunta Brugnaro ha scelto una strategia d'azione, ecco le perplessità e le proteste. «Venice o Matrix? commenta sui social il «Gruppo 25 Aprile», associazione attiva in difesa della qualità della vita a Venezia Mai vista una cosa simile». Il gruppo ha lanciato un sondaggio e al momento i votanti bocciano i tornelli, che danno l'impressione che la trasformazione in Disneyland sia definitivamente sancita: «Manca solo la biglietteria». Protesta anche il presidente della Municipalità insulare, Andrea Martini: «La città ormai è spesso da bollino nero, la miopia dell'amministrazione sta nel non intervenire su base quotidiana». Intanto il prefetto ha deciso di precettare i bigliettai dell'Actv per bloccare lo sciopero previsto per oggi e domani ed evitare nuovi problemi a una città già sotto pressione.