L'assessore al Turismo: i problemi ci sono ma li affronteremo, proibiremo «saltafila» e centurioni Ammette che a Roma sono ancora molti i problemi da risolvere: verde, rifiuti, traffico, parcheggi... Pronto all'avvicendamento con il suo successore al Commercio, Carlo Cafarotti, l'assessore uscente Adriano Meloni è convinto che la percezione dei visitatori sia migliore di quella dei cittadini. Confortato dal trend positivo anche nel 2018, punta a tenersi la delega al Turismo per proseguire nella riorganizzazione del settore. Assessore Meloni, non crede che l'effetto suk nel centro storico, tra abusivismo commerciale e mancanza di decoro, sia un pessimo biglietto da visita? «Secondo un recente studio commissionato a Ipsos, a differenza di Parigi Roma supera le aspettative. Non nego che i problemi ci siano, ma per fortuna non inficiano il turismo». Come lo spiega? «È naturale che gli abitanti si focalizzino sulle piccole cose, ignorate dal turista a meno che non inciampi in una buca o che non si rompa il semiasse del taxi. Noi siamo molto più critici, anche vicino al mio ufficio al Circo Massimo la pulizia non è delle migliori». Mentre la città si prepara all'arrivo degli hooligans, c'è da dire che spesso i primi a essere incivili sono i turisti. «Fa parte del dibattito, ma non credo si possa impedire alle persone di sedersi sulla scalinata di Trinità dei Monti. Altro è sporcare i gradini mangiando spaghetti». Qual è l'arma più efficace contro i nuovi barbari? «Il comandante della polizia municipale, Antonio Di Maggio, ha annunciato di voler rafforzare il presidio in strada: spero che aiuti anche contro il bivacco e i bagni nelle fontane». Ammetterà che il centro pullula di «spenna turisti». «Con il nuovo Regolamento di polizia urbana saranno vietati centurioni e "saltafila", presenze che mi hanno sempre infastidito». Cos'altro la disturba nel sito Unesco, invaso da minimarket e negozi di paccottiglia? «Gli orrendi souvenir esposti all'esterno: sono già vietati, ma con il nuovo Regolamento del commercio nella città storica non potranno aprire altre attività di questo tipo e quelle già esistenti dovranno adeguarsi». E come pensa che accetteranno di rientrare nei ranghi? «Ho chiesto a Di Maggio di essere più aggressivo nel sanzionare chi vende fuori dai negozi». Qual è la sua strategia per incrementare il turismo? «Roma è di tutti e dobbiamo lavorare su un mix, anche se l'anno scorso il 5 in più nelle strutture di lusso ha amentato l'indotto di un miliardo rispetto al 2016. Cosa manca per migliorare questi risultati, ancorché positivi? «Ottimizzare la distribuzione e spalmare i flussi. Tra Booking, Airbnb, Expedia sono 240 milioni l'anno che vanno all'estero mentre potrebbero restare in città». Come si può competere con colossi di quel calibro? «Puntando sulla sostenibilità e la valorizzazione dell'offerta in sinergia con altri assessorati. Per il 25 aprile sono venute a trovarmi mia moglie e mia figlia e siamo andati a Palazzo Spada: un gioiello, eppure ci saranno state non più di quattro persone».