II monastero benedettino risalente al XII secolo di Subiaco è in pericolo II priore don Bega: «Subito interventi di restauro in due cappelle SUBIACO (ROMA) Ci sono due cappelle in muratura, poste all'ingresso del boschetto del Sacro Speco di Subiaco, con caratteristiche architettoniche ispirate allo stile gotico, che rischiano di crollare se non verranno presi urgenti provvedimenti per il loro consolidamento e recupero. È l'allarme lanciato da don Beda, il monaco benedettino priore del monastero. «Sarebbe necessario -spiega il religioso - che pure queste due cappelle fossero restaurate, così come avvenuto di recente per parecchi affreschi ed altri parti del monastero, anche per eliminare possibili perìicoli». L'allarme riguarda due manufatti costruiti intorno al 1850 all'inizio del viale che porta al cenobio, il luogo dove nel V secolo d.C. Benedetto da Norcia visse tre anni in solitudine fondandovi l'Ordine Benedettino. Lo scopo delle due cappelle è stato per molto tempo quello di rappresentare un punto di riferimento per i sacerdoti che si recavano ih visita al monastero e consentire concelebrazioni religiose. Il Sacro Speco di Subiaco, costruito alle falde del Monte Taleo intorno al XIII secolo e successivamente ampliato, è visitato ogni anno da circa 600 mila turisti, parecchi dei quali in quest'ultimo periodo spinti dal desiderio di conoscere i luoghi più volte citati da papa Benedetto XVI. «Ora - dicono allarmati i monaci del monastero - la copertura del tetto sta per crollare e una crepa molto evidente si è creata su una parete della cappella posta a sinistra dell'ingresso del boschetto. Inoltre, lo strato di intonaco che copriva il perimetro esterno delle cappelle si è quasi del tutto staccato, mentre alcune pietre dei muri stanno perdendo consistenza». Il Monastero è stato edificato alla fine del secolo XII sulla grotta dove Benedetto passò ì primi tre anni in penitenza. Il complesso è un insieme composto da due chiese sovrapposte, cappelle e grotte. Per una porticina gotica si accede ad un corridoio nella roccia al fondo del quale si entra nella Sala del Capitolo Vecchio, rivestita di affreschi. Discesi tre gradini si giunge in un altro corridoio sulla cui sinistra si apre la Chiesa Superiore, edificata verso la metà del XIV sec. È a una sola navata con pianta rettangolare ed è divisa in due settori da tre archi a sesto acuti sorretti da colonnine di riuso della villa neroniana. La parte anteriore, le cui pareti si presentano tripartite, è quasi interamente ricoperta di affreschi di scuola senese e umbro-marchigiana. La parte posteriore è bassa e oscura, scavata nella roccia. La Chiesa Inferiore è formata da cappelle a più livelli ricavate negli anfratti delle grotte. Una serie di rampe conducono alle varie cappelle con affreschi della vita di San Benedetto ed altri Santi. Si accede infine al Sacro Speco, la grotta ove il Santo passò gli anni del suo eremitaggio. Qui è conservata la statua di San Benedetto di Antonio Raggi (1657). La grotta è chiusa da marmo cipollino di riuso della villa neroniana. Una scala a chiocciola sale ad ad un atrio e alla cappella di San Gregorio Magno. Tornati alla Chiesa Inferiore si scende la Scala Santa, sul sentiero ripido e sassoso percorso da San Benedetto per salire al Sacro Speco, decorata anch'essa con affreschi di scuola senese. Al termine della scala si apre la Cappella della Madonna da cui si scende alla Grotta dei Pastori, dove San Benedetto istruiva i pastori. Sulla roccia si trova una pittura di Madonna con due Santi, la più antica del complesso (VIII secolo).