Inaugurato il viaggio nelle cavità restaurate Napoli. Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, splendida basilica seicentesca alle porte del Decumano maggiore, era usata negli anni '80 come pista per il motocross, il suo sagrato come campo di calcio, le due cappelle laterali come rifugio per randagi e deposito per salme, nella cripta c'era una discoteca. A vederla oggi non sembra possibile, eppure le condizioni in cui l'attuale rettore, monsignor Vincenzo De Gregorio la trovò, erano proprio queste. «Prima del terremoto erano stati fatti lavori di restauro - racconta il Provveditorato delle Opere pubbliche aveva le chiavi. Dopo era stato tutto abbandonato, i ragazzi avevano forzato il portone». Undici anni fa la riapertura, sette anni fa il comodato d'uso con la Curia per svolgere attività culturali legate soprattutto alla musica, ieri la riapertura della cripta e del percorso archeologico sotterraneo grazie al felice connubio con l'associazione Pietrasanta Polo culturale, presieduta da Raffaele Iovine. Un viaggio affascinante nella Napoli greco-romana nella quale è possibile ritrovare anche i resti di un acquedotto romano, attraverso tracce archeologiche che vanno dal periodo romano al paleocristiano. Il percorso «Lapis, i segreti della Pietrasanta», accompagna il visitatore nella cavità sotterranea della basilica, in un itinerario multisensoriale e multimediale, fatto di giochi di luci, tecnologie 3D ed effetti visivi straordinari, curati da Phantasya. Attraverso la realtà virtuale è possibile veder passeggiare ad esempio le janare, le adoratrici della dea pagana Diana. Pare che sul tempio a lei dedicato sia stata eretta la basilica paleocristiana della Pietrasanta. Lo scavo, in gran parte realizzato, dovrà essere completato per poi collegarsi, permessi permettendo, con quelli di Napoli sotterranea. Alle spalle un gruppo di privati e due banche che hanno investito, nel progetto generale di recupero e restauro, circa 1,5 milioni di euro e l'inserimento del complesso fra i siti Unesco, i cui fondi hanno coperto solo la facciata e la cupola. «È un progetto che nasce come impresa culturale - spiega Raffaele Iovine - si rischia in proprio. Tutto quello che ora è possibile vedere, dal restauro alla valorizzazione, dal recupero agli impianti di videosorveglianza, è stato ottenuto grazie anche al lavoro di un gruppo di cittadini che da moltissimi anni si prendono cura della Pietrasanta». L'idea ora potrebbe essere di creare un percorso religioso-culturale che inizi dalle Catacombe di San Gennaro e attraverso il Rione Sanità e il Duomo possa arrivare qui, suggerisce il cardinale Sepe.