Scarichi illegali, depuratori inesistenti: l'Isola in testa alla graduatoria dell'inquinamento da abusivismo edilizio Sicilia, record di reati ambientali Legambiente: in un anno infrazioni cresciute del 17 per cento Da Mondello a Terrasini è allarme fognature A Trapani metà delle case non è collegata alle condotte Sono in tutto 1.406 i reati di scarichi fognari abusivi accertati dalla magistratura in Sicilia nel 2003 IL MARE siciliano supera l'esame di Goletta Verde 2005 ma è solo merito suo, della sua capacità di assorbire i colpi inferti quotidianamente dall'uomo. Lo dimostra il fatto che la Sicilia è prima in Italia per infrazioni a danno dell'ambiente marino e costiero, con una crescita dei reati del 17 per cento rispetto allo lo scorso anno. A parte i risultati delle analisi sulla qualità dell'acqua, l'iniziativa di Goletta Verde, organizzata da Legambiente quest'anno con la collaborazione dell'Espresso, ha messo insieme dati allarmanti sull'inquinamento da abusivismo edilizio: la Sicilia è tristemente in testa alla graduatoria nazionale. Sono cresciute del 15 per cento rispetto al 2003 le infrazioni legate agli scarichi illegali e alla normativa sulla depurazione: 1.406 illeciti accertati, con 1.176 persone denunciate o arrestate (il 141 per cento in più rispetto al 2003), 895 i sequestri effettuati. La Sicilia è prima anche per gli illeciti legati al codice della navigazione accertati dalle forze dell'ordine: si è passati dalle 6.769 infrazioni del 2003 alle 7.590 del 2004, con un incremento del 12 per cento. Sono aumentati anche i sequestri: da 575 del 2003 a 4.160 del 2004. Diminuiscono leggermente, invece, le persone denunciate (393 nel 2004 contro i 542 del 2003). Complessivamente, con 1.691 infrazioni accertate, l'Isola comanda la classifica nazionale davanti a Campania e Puglia. «La situazione delle acque siciliane dopo i risultati delle nostre analisi afferma Alessandra Bonfanti, portavoce di Goletta Verde si presenta abbastanza tranquilla, anche se alcuni punti critici sono comunque emersi, soprattutto dove il sistema di depurazione lascia a desiderare. È il caso del lido di Mondello: nonostante gli allarmi lanciati da tempo sul sistema di depurazione del cosiddetto "ferro di cavallo", il mare continua a non essere tutelato. Problemi gravi anche a Terrasini dove il depuratore esistente è di primo livello e non effettua il trattamento delle acque». E a proposito di depurazioni, Trapani, assieme a Catania, risulta fra le quattro città italiane nelle quali meno della metà delle abitazioni è collegata al sistema fognario. «Ma in Sicilia aggiunge Bonfanti emergono dati allarmanti anche sulla privatizzazione delle coste legata alla costruzione di porti e strutture turistiche che eludono il vincolo della inedificabilità». Sotto accusa da parte di Goletta Verde è il porticciolo turistico di Taormina che, se realizzato, «rovinerebbe uno dei panorami più fotografati della Sicilia nella Baia di Villagonia con una diga foranea lunga 834 metri e alta 6, per assicurare 800 posti barca, attrezzature e servizi portuali per circa 400 mila metri quadrati: il corrispettivo di 37 campi di calcio». Ma non è un caso isolato: tra Tusa e Tindari, in un tratto di costa di soli 50 chilometri, sono previsti otto porti, quasi uno per Comune. E sale la percentuale dei porti in costruzione e mai completati: da Capo d'Orlando a Sant'Agata di Militello, fino a Gardini Naxos.