Barriere architettoniche, accessibilità intesa nel senso più ampio del termine. Chi si adopera in osservanza o oltre i limiti delle leggi in questa direzione va premiato con agevolazioni, sgravi, incentivi? E che dire del famigerato "bollino blu"? E nella prima puntata è stato subito acceso dibattito. Dopo un primo assaggio di carattere generale il forum organizzato da Libero prosegue con un "focus" su problematiche specifiche nell'ambito della disabilità. E per i protagonisti del forum è l'occasione per rincarare la dose delle polemiche, ma anche per proporre soluzioni concrete. Utili per abbattere il muro di disinformazione che circonda il mondo dell' handicap. «Anni di esperienza ci hanno insegnato che purtroppo le leggi non vengono di fatto applicate osserva la Piro - figuriamoci la 104; allora ben venga l'attuazione degli incentivi. Ma attenzione: incentivo non vuoi dire premio; significa segnalare ciò che un luogo può offrire in più, anche se quei di più dovrebbe essere una cosa normale». Attualmente l'Aias sta organizzando un progetto sul turismo gestibile - dice ancora la Piro - nel corso del lavoro di rilevazione dei siti è emerso un dato importante: laddove si concede all'esercente di accogliere una più ampia fascia di utenza, come i disabili e gli anziani, si concede anche una buona occasione di incentivo economico e culturale. Quello che manca - continua - è l'informazione su come rendere accessibile un luogo: la gente non sa neanche come si costruisce una rampa o un bagno per disabili». Tema scottante, imbarazzante, ma assolutamente pertinente: il wc. Basta andare in qualsiasi esercizio pubblico dotato di un bagno per disabili per avere sotto gli occhi una grave discriminazione, che nel 99 dei casi passa inosservata: la distinzione dei wc in tre " categorie" : donne, uomini, handicappati; come se gli handicappati fossero un genere, "neutro", entità ermafrodite o addirittura asessuate. In realtà le toilettes dovrebbero essere attrezzate per tutti, senza alcuna distinzione. «Categoria è una parola maledetta - s'infervora Andrea Novelli, Presidente dell'Uisp di Roma quello dell'accessibilità è un tema di cultura comune che riguarda un sistema di relazioni quotidiane; l'orribile concetto di categoria va dunque culturalmente superato a partire dal quotidiano». Novelli, che si occupa di "sport per tutti" ribadisce l'esigenza, anche nel suo settore, di un'accessibilità totale, nessuno escluso; «Anche le strutture sportive hanno l'obbligo di adattarsi alle esigenze di tutti, che siano handicappati o normodotati». La sua posizione su incentivi e " bollino blu" è però crìtica: se il "bollino blu" rischia di ghettizzare i disabili e di "legalizzare" anche gli esercizi non a norma - vista l'assenza di sanzioni -, è assurdo dover dare un incentivo per ottenere che la legge venga rispettata: "La legge c'è, e va applicata», commenta laconicamente Novelli. Quest'ultimo intervento introduce una vera e propria "reazione a catena": è stata pronunciata la parola "cultura", e subito nasce spontanea una polemica sulla disinformazione. Che è ancora una "barriera" ingombrante. Infatti, se per gli "addetti ai lavori" del sociale questi problemi sono scontati, purtroppo per la maggior parte delle persone none così. Strano, visto che poi è proprio la gente " normale ad usare per prima le strutture accessibili, magari per una semplice questione di comodità. Pino Galeota, presidente della Commissione Speciale per il Turismo di Roma, crede che la Capitale possa diventare un 'laboratorio culturale della diversità" e si richiama ad una iniziativa del Comune, " Benvenuti a Roma. Una città ospitale per tutti", dedicata ai diversi tipi di disabilità, prevista per il 7 aprile in Campidoglio. Sarà rivolta non solo ai disabili motori e psichici ma anche a chi ha disabilità sanitarie come i diabetici e i celiaci. «Sicuramente c'è bisogno di creare cultura -spiega Galeota -visto anche il sentimento di prevenzione mentale che ancora esiste nei confronti del disabile; ma è ancora più importante legare il modello culturale al rispetto delle leggi». Il Comune sta attuando un protocollo di intesa con gli esercenti - aeeiunpe - anche se resta il grave limite delle amministrazioni: la mancanza di controlli successiva all'erogazione dei finanziamenti. «Si può allora lavorare su due fronti - interviene Emma Piro - da una parte cambiando il punto di vista culturale, e dall' altro segnalando i luoghi accessìbile». Non è d'accordo Paola Severini, direttore della rivista "Angeli" e dell'Agenzia " Quotidiano" :« II problema non è solo culturale: bisogna trovare i colpevoli, gli amministratori che hanno concesso finanziamenti ad esercizi pubblici che non hanno assolto alla legge sulle barriere architettoniche» . Severini su questo punto è intransigente, e minaccia insieme al suo gruppo di costituirsi parte civile. «E' vero- interviene a sua volta Bruno Tescari, presidente di Lega Arcobaleno e Fish Lazio- gli handicappati danno fastidio: sulle spiagge, negli autobus, sugli aerei eccetera. Qualche giorno fa è nato il Forum Regionale dell' Associazionismo, e il 28 aprile in via dei Frentani ci sarà 1' Assemblea Regionale; fino a adesso è stato tutto affidato alle istituzioni, da ora in poi anche le associazioni avranno voce in capitolo». Tescari è scettico sulla proposta degli incentivi: è sicuramente utile, ma non decisivo per la risoluzione del problema. Liborio Pepi della Confesercenti di Roma lancia una richiesta di aiuto: «Attualmente stiamo pagando di tasca nostra la ristrutturazione a norma di legge di alcuni locali, almeno per quanto riguarda l'ingresso ed i bagni. Ma T ammini-strazione deve darci una mano». Certo, creare un nuovo tipo di cultura è importante; ma non dimentichiamo i problemi concreti di ehi convive con 1' handicap..« Parliamoci chiaro- accusa Chiara Bonanno dell' Associazione" Un Passo Avanti" - T accessibilità deve essere reale, non solo sulla carta». Bonanno, madre di un bambino di 5 anni pluriminorato, testimonia per esperienza personale la di-sastrosa situazione degli autogrill segnalati , dei quali più della metà non è accessibile, e denuncia la perico-losità dei telefoni pubblici: troppo alti per i disabili, troppo sporgenti per i non vedenti. E lancia una provocazione: " Perché non istituire un" bollino nero" per segnalare gli esercizi che hanno avuto i finanziamenti e che non li hanno usati correttamente?». Emma Piro termina con una proposta: «Visto che sta emergendo il problema della disinformazione, la soluzione potrebbe essere un piccolo manuale per educare gli esercenti ad avere delle competenze in merito alle normative sull' abilità, dando anche un supporto concreto tramite un servizio di consulenza». Tutti d'accordo. Finalmente.
Un mondo senza barriere architettoniche è più semplice per tutti
Il forum organizzato da Libero ha discusso sulla barriera architettonica e sull'accessibilità. Andrea Novelli, Presidente dell'Uisp di Roma, ha sottolineato l'importanza di un'accessibilità totale in tutti i settori, compresi lo sport e il turismo. Ha criticato l'incentivo per l'accessibilità e ha sostenuto che la legge deve essere applicata. Pino Galeota, presidente della Commissione Speciale per il Turismo di Roma, ha proposto di creare una cultura di accoglienza per tutti, inclusi i disabili, e ha richiamato l'attenzione sull'iniziativa del Comune "Benvenuti a Roma. Una città ospitale per tutti".
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