Quattro giorni di visite, per conoscerne la storia Ha sempre svolto un ruolo da attrice non protagonista. Sfondo perfetto per eventi politici, fiere agro-alimentari e, di recente, location per matrimoni. Per la fortezza medicea di Siena però adesso arrivato il momento della ribalta. Oggi si apre «In Fortezza. Quattro giorni alla scoperta della Fortezza Medicea di Siena», un evento dedicato alla valorizzazione dell'imponente struttura cinquecentesca in pieno centro storico. «È uno dei posti più frequentati dai senesi, che ogni giorno approfittano degli ampi spazi e del verde, ma in pochi la conoscono a fondo afferma l'assessore Francesca Vannozzi, che ha promosso l'iniziativa con l'Ordine degli Architetti Perciò fin dall'inizio del mio mandato ho cercato di dare risalto a questo luogo e ora arriva l'occasione giusta per consentire alla città di approfondirne la conoscenza». Un'esperienza da vivere a 360 gradi, con un programma articolato su più livelli: visite guidate, incontri e approfondimenti tematici che animeranno i bastioni fino a domenica. Il calendario di eventi, dopo l'inaugurazione ufficiale, prenderà il via con l'apertura della mostra In Fortezza. Storia, progetti e disegni , curata dall'Ordine. A seguire un concerto e l'aperitivo con vista panoramica sul Duomo. Da domani spazio ai lati nascosti della Fortezza (prenotazione obbligatoria allo 0577-292615), con la possibilità della visita straordinaria al Bastione di San Domenico: un luogo di solito chiuso al pubblico, ma aperto per l'occasione grazie alla collaborazione dell'Ente Senese Scuola Edile. Le partenze (ore 17 e 18.30) saranno dalla fontana di San Prospero e l'itinerario, condotto dagli architetti Gianni Neri, Marina Gennari e Caterina Maramai, prevede un passaggio anche dal Bastione della Madonna. Uno dei pilastri della struttura eretta nel 1561 su decisione del duca Cosimo I de' Medici. Solo alla fine del XVIII secolo, quando il granduca Pietro Leopoldo avviò la smilitarizzazione, divenne parte attiva della vita della comunità al punto da ospitare il Palio del 17 agosto 1874 poi non riconosciuto ufficialmente e disputato con la formula «alla romana». «È parte della storia della città sottolinea Vannozzi e al di là di alcune questioni da risolvere, come il fallimento dell'Enoteca Italiana (ospitata nella struttura, ndr ), merita attenzione maggiore. Speriamo che questa quattro giorni rappresenti una svolta».