Nasce a Torino la prima galleria al mondo dedicata all'Information Design e così numeri infilati in noiosi fogli excel diventano occasione di espressione artistica Buone notizie: Torino si sta riappropriando della sua anima migliore. Quella che esplora. Che si accorge prima di tutti delle cose interessanti che accadono e fa loro spazio. Nasce «Wild Mazzini», in via Mazzini 33, la prima galleria al mondo dedicata all'Information Design. Una disciplina che ha l'obiettivo di leggere e comprendere i fenomeni sociali, culturali, economici, ambientali e scientifici restituendo la complessità dei dati attraverso le tecniche del visual design. Quelli che erano solo numeri infilati in noiosi fogli di Excell, diventano una forma d'arte borderline tra la realtà oggettiva dei fenomeni e l'interpretazione creativa del designer. L'idea è venuta a tre giovani professionisti della cultura: Federica Biasio, Davide Fuschi e Clemente Adami. Dopo anni passati a lavorare su progetti il cui core erano sempre i numeri, si sono imbattuti in opere che in apparenza potevano sembrare semplici grafici, nella sostanza trasmettevano un sentire ben più complesso. Sensazione è un termine cruciale per questa corrente artistica. I data set restituiscono prospettive numeriche di varia entità. Possono raccontarci degli abitanti dei comuni piuttosto che dei chilometri percorsi dai runner. Possono scendere nel personale e occuparsi di quante volte si fa l'amore o si dice Ciao. E poi ci sono i grandi temi. Le mappe delle metropolitane, che ci presentano una città che nulla ha a che vedere con quella reale. I flussi migratori: dietro i viaggi, le barche, le morti in mare o tra le nevi, ci sono le persone. Sono nati quindi gruppi di lavoro tra designer, giornalisti, antropologi e altri professionisti. Diventa arte quando la cifra di un determinato designer diventa riconoscibile, quando sviluppa una propria poetica. Valentina D'Efilippo inaugurerà domani con la sua opera «OddityViz», vincitore del Kantar is Beautiful Award 2017, ispirato alla canzone Space Oddity di David Bowie. 35 anni, laureata al Poli di Torino, vive e lavora a Londra come information designer dal 2006. È capo del Signal Noise, un'agenzia di Data Design facente parte dell'Economist Group e collabora con varie organizzazioni internazionali e case editrice. Ha realizzato 100 infografiche per il volume «The Infographic History of the World» e tiene masterclass in diverse università. A giugno esporrà anche Federica Fragapane, le cui tavole si trovano su La Lettura del Corriere , che sta lavorando sulle migrazioni a Vercelli, sua città natale. L'obiettivo di Wild Mazzini è quello di portare queste opere nelle case e creare un mercato che ad oggi esiste solo in forma di «be to be». Essendo opere replicabili i prezzi si aggirano introno ai 200 euro. Racconta il curatore Fuschi: «La fortuna di Torino è che con l'arte ha sempre avuto un flirt. Passato e presente sono ancora legati al mondo dell'automobile. In questi lavori troviamo un punto di congiunzione interessante. I concetti che contraddistinguono questo filone sono: complessità, in quanto nessun elemento può essere tralasciato; rigore, si possono forzare le situazioni ma non azzerare; creatività, termine abusato ma che indica il punto di vista unico del designer». Stanno lavorando in prima persona a un progetto di data visualization sulle pietre d'inciampo:«Lo abbiamo proposto al Museo della Resistenza. Le pietre d'inciampo sono perfette ma manca loro, secondo noi, la visione d'insieme di ciò che è accaduto. Ad esempio sfugge che molti di quelli che vennero mandati nei campi erano dissidenti politici, non tutti ebrei». Mazzini diventa selvaggio, indossando quella forma «cool» che i designer danno ai numeri quando diventano arte.