Il direttore Bellenger: così arricchiamo l'offerta agonistica e sportiva all'interno del Bosco Napoli. Un campo di rugby all'ombra del museo di Capodimonte. Si inaugura questa mattina alle 11 la prima area dedicata al gioco della palla ovale nel parco della reggia. «L'area rubgy arricchisce l'offerta culturale e sportiva del Real Bosco di Capodimonte nell'intento di migliorarne sempre la fruizione» dice il direttore Sylvain Bellenger, che con Errico di Lorenzo dell'associazione amici di Capodimonte onlus, l'assessore comunale allo Sport Ciro Borriello, Dario Calapai presidente del settore giovanile della Polisportiva Partenope, Franco Ascione responsabile dell'area tecnica della Federazione Italiana Rubgy e, per la terza municipalità il presidente Ivo Poggiani e l'assessore alla legalità Carmela Sermino, taglierà il nastro del campetto dove si sfideranno gli studenti di alcuni istituti scolastici della Campania per l'anteprima del VII Trofeo «Partenope Rugby Junior» che si svolgerà il 23 maggio allo stadio militare Albricci. La manifestazione nasce dall'idea di creare un'area rugby permanente aperta a tutti all'interno dello storico parco cittadino, un luogo dove poter praticare questo sport in modo non agonistico l'area non è un campo regolamentare, ma un luogo di aggregazione ludica per esercitare il rugby non professionale e soprattutto condividerne i valori universali di rispetto, di lealtà, di solidarietà e di disciplina. Un'altra tessera che si aggiunge nel mosaico del progetto che punta a trasformare il bosco, sempre di più, in un luogo da vivere anche attraverso lo sport. Il primo passo di Belleger è stato nella direzione del gioco del calcio. I ragazzi utilizzavano i prati per giocare, lui ha individuato aree dedicate fra porta Bellaria e porta di Mezzo. All'inizio è stata dura. Un'auto elettrica, di quelle che vengono generalmente utilizzate nei campi da golf, è andata avanti e indietro per settimane per indirizzare i ragazzi e frenare le intemperanze di quelli che provano comunque a giocare nei giardini appena rimessi a nuovo. Poi gli apprendisti calciatori ci hanno provato gusto a disporre di uno spazio personale con tanto di porte e panchine. Bellenger poi ha continuato ad osservare in che modo venivano usati gli spazi e su questa base ha elaborato un regolamento per disciplinare il bosco. Ci sono gli spazi per i bimbi, per cani grandi e piccoli, spazi per chi gioca a cricket, percorsi per chi vuole fare jogging... E questo disciplinare sembra piaccia a tuti. Nello spirito del terzo tempo.