Archeologia Ritrovati altri reperti. Alla luce ciò che era ancora nascosto sotto i materiali vulcanici del 79 dopo Cristo Amorini, delfini e grate. Osanna: «Svolta epocale, la città sepolta ora ha un'identità più forte» NAPOLI. Un amorino, i delfini, finanche le grate di una finestra. Ancora semisepolti, sono i tesori che stanno venendo alla luce grazie alla nuova campagna di scavo nell'antica Pompei. Un'emozione che trapela anche dal profilo social del soprintendente Massimo Osanna. Ogni giorno una scoperta, un ritrovamento, un elemento che restituisce sempre più identità alla città sepolta. «Nuovi scavi archeologici da cui emergono notevoli artefatti annuncia Osanna . Il progetto di rendere sicuri i fronti di scavo sta portando alla luce ciò che fino ad ora era nascosto sotto i materiali vulcanici del 79 dopo Cristo Le nuove ricerche consentono di ottenere una conoscenza straordinaria della struttura urbana di Pompei. Allo stesso tempo, è uno sguardo incredibile sulla vita quotidiana di una città romana». Gli affreschi, come le anfore e le domus sono tutte nella Regio V. Un mese fa sono stati presentati i primi risultati della nuova campagna di scavo: le anfore che conservavano il «Garum», la tradizionale salsa di pesce amata dagli antichi romani, la rete viaria, i vicoli. Dal dopoguerra, se si esclude l'insula dei Casti amanti scoperta negli anni '80, non si scavava a Pompei. Per questo motivo e per le nuove tecnologie utilizzate si parla di una svolta epocale, di cui questi disvelamenti sono un antipasto assai ghiotto. La scoperta della rete viaria è fondamentale per ricostruire la struttura urbanistica. L'intervento in corso riguarda il cosiddetto "cuneo", posto tra la casa delle Nozze d'Argento e la casa di Marco Lucrezio Frontone. Il cantiere rientra nel più grande intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo, che delimitano l'area non scavata di Pompei, di circa 22 ettari. Durerà due anni per un costo di 8 milioni e mezzo. «Pompei sta attraversando una nuova stagione di intense ricerche sul campo commenta Osanna . Da un lato le attività del Grande Progetto Pompei, con gli ultimi cantieri, che ne garantiranno la totale messa in sicurezza; dall'altro i nuovi scavi in aree mai prima indagate. Strade, case, botteghe emergono dai lapilli. All'emozione della scoperta si accompagna la consapevolezza di scrivere una pagina importante per la storia di Pompei. Della sua vita interrotta dall'eruzione del 79 dopo Cristo, ma anche della sua seconda vita, quella che si apre con le prime scoperte del 1748. Infatti oltre a riportare alla luce strutture, affreschi, reperti della vita quotidiana di quei fatidici ultimi giorni di Pompei, le ricerche gettano luce anche sulla storia degli scavi, documentando in quest'area ricerche non terminate del XIX secolo (forse intraprese nel decennio francese, interrotte con la fine di Murat)». E termina: «Si procede dunque con la ricerca scientifica e al tempo si arricchisce lo straordinario patrimonio pompeiano che sarà restituito alla fruizione del vasto pubblico». Intanto oggi sarà inaugurata nella sala Meridiana del Mann la mostra di Frank Santoro «Pompei», la graphic novel americana cult che racconta l'eruzione più celebre di tutti i tempi. L'esposizione (fino al 31 maggio) fa parte della programmazione Comic(on)Off , eventi in città a corollario del salone Comicon dove l'autore presenterà il volumetto in anteprima nella traduzione realizzata per l'evento. La storia è ambientata nel 79 d.c., poco prima dell'eruzione del Vesuvio, ed ha per protagonisti Flavius, pittore di buona fama, e Marcus, il suo giovane assistente che troverà l'amore proprio alla vigilia della catastrofe.