Le allieve dell'istituto Fortuny hanno cucito un abito per la principessa di «San Giorgio e il drago» Mentre san Giorgio a cavallo era occupato a infilzare il drago con la lancia, la principessa s'è allontanata per andare prima dallo stilista e poi in sartoria a farsi un abito nuovo. La tunica rossa che arriva ai piedi, le decorazioni allo scollo e all'orlo della tunica le potevano costare caro. E invece tutto gratis. Risparmiati seicento euro di stoffa pregiata. Gratuita anche la manodopera, giacché fortunata la principessa ha trovato gentili signorine che hanno tagliato, cucito e ricamato il bell'abito, senza pretendere uno zecchino. Le «stiliste sarte» per uscire dal gioco sono le allieve dell'Istituto Fortuny. In particolare quelle della classe quarta, sezione A. Loro le più impegnate nella confezione dell'abito. Ma non le sole. Chi si chiedesse perché mai realizzare un vestito prendendo lo spunto da un quadro, trova risposta nel desiderio della scuola di approfondire il rapporto fra arte e territorio. Il pretesto è venuto dalla riapertura della pinacoteca Tosio Martinengo. Per l'abbigliamento è stata presa a modello la principessa vicina a San Giorgio. Esperti della Fondazione Brescia musei hanno supportato le alunne nell'analisi della storia del quadro e delle armature. Ora l'abito è esposto all'ingresso della Pinacoteca. Peccato non ammirarlo accanto alla tempera quattrocentesca su tavola (oro a guazzo e foglia d'argento) che raffigura la bela fanciulla mancata vittima del mostro sputa fuoco. Ragioni di spazio lo hanno sconsigliato. Per le alunne del Fortuny l'abito non è copia pedissequa del modello dipinto da autore ancora ignoto. Ha significato dedicare proficuamente ore di studio alla storia dell'arte del '400. Bene spiega il senso dell'operazione un elegante cartoncino distribuito all'ingresso: «Le classi del settore moda sono state tutte coinvolte nel progetto ed impegnate quindi in un lavoro didattico interdisciplinare lungo e diversificato negli obiettivi». Si parla spesso di operazioni culturali congiunte, del far squadra, del coinvolgere più persone in uno stesso progetto. Ecco un esempio ben riuscito.