L'opera esposta senza alcuna indicazione sulla colletta. Le scuse: correremo ai ripari Capolavori artistici e orrori di battitura: «La tela è stata acquistato (refuso, ndr ) da Fondazione Brescia Musei». La didascalia dell' Annunciazione del Bagnatore sparita dalla Loggia a fine Ottocento, ritrovata sul catalogo di un'asta fiorentina, comprata con pochi sbracciamenti di paletta e in mostra con Tiziano in Santa Giulia è diventata virale: non vengono citati i bresciani che hanno contribuito a saldare il conto dell'acquisto (17 mila euro esclusi i diritti) con una campagna di crowdfunding. Il post al vetriolo della pagina Facebook «Io amo Brescia perché» è stato ri-copiato e incollato su alcune bacheche. Testuale: «Mi sembrerebbe doveroso che si segnalasse che grazie alle donazioni di alcuni bresciani e anche di «Io amo Brescia perché» ora il quadro è stato riportato a Brescia!». Nessuna svista, dice Alessandro Saccoia, il monument man che ha lanciato la campagna: «Formalmente, l'acquisto è stato fatto da Brescia Musei: appena finiremo di sbrigare questioni burocratiche per girare i soldi raccolti dai bresciani dalla Fondazione, appenderemo la didascalia che cita tutti i mecenati. Questione di giorni, è già pronta».