Giù i tralicci (mai entrati in funzione) tra Tavarnuzze e Impruneta Tavarnuzze. Cinque tralicci enormi, grigi e installati da Terna agli albori del nuovo millennio ma mai funzionanti cesseranno presto di deturpare il paesaggio tra Tavarnuzze e Impruneta: due elettrodotti a destra della Via Cassia, adiacenti al fiume Greve ed altri tre in direzione Le Rose, inoltrati tra il verde della valorosa campagna imprunetina. A questi si aggiungono tre basi di altrettanti tralicci mai conclusi, situati lungo Via Quintole per le Rose, anch'esse in attesa di essere smantellate. Avrebbero dovuto alimentare un percorso a 132.000 KW, presto abbandonato in favore del progetto di interramento della nuova linea a 380.000 KW. La notizia, attesa da anni, è stata ufficializzata dal Comune di Impruneta: ieri Terna ha avviato i lavori di demolizione dei sostegni elettrici nei pressi della Stazione Elettrica di Tavarnuzze, intervento che durerà due settimane e non comporterà costi aggiuntivi per l'amministrazione locale. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. I cinque tralicci della discordia, infatti, dominano la skyline dell'area dal lontano 2000. Una generazione fa. Diciotto anni nei quali non hanno sofferto di solitudine di strutture analoghe ce ne sono altre ma, certamente, hanno peccato di operosità: mai entrati in funzione, riconoscibili poiché senza alcun cavo elettrico, condannati al triste (ed unico) destino di deturpare il paesaggio. Perciò, la questione è divenuta presto diatriba tra Impruneta ed Enel oltre a materia di longeve battaglie politiche: le ultime portano la firma di Francesco Bianchi, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, autore di una mozione datata 2015 votata all'unanimità e di un sollecito risalente al 2016. Bianchi, definendo quei «refusi metallici privi di fili, privi di senso», impegnava il sindaco Alessio Calamandrei ad esortare l'intervento di Terna e bonificare la cosiddetta Porta del Chianti. Tre anni più tardi può dirsi accontentato. Soddisfatto dell'operazione anche il primo cittadino di Impruneta Calamandrei: «Una volta che lo smantellamento dei manufatti, ormai inutilizzati, sarà concluso, avremo una sicurezza più garantita, un ambiente più tutelato e un paesaggio più bello. Ringrazio Terna e il consigliere del Movimento 5 Stelle Francesco Bianchi per aver sollevato a suo tempo la questione in consiglio comunale».
Chianti, via i cinque gigantiche deturpano il paesaggio
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