A Palazzo Vecchio. Compresi i dieci che erano al Quirinale. La soddisfazione di Nardella Gli arazzi della Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio tornano a casa. Si tratta dei 20 arazzi di Cosimo I de' Medici che raccontano le Storie di Giuseppe, realizzati i tra il 1546 e il 1553 dall'arazzeria ducale Medicea su disegni di Bronzino, Pontormo e Francesco Salviati e tagliati esattamente sulla sagoma della Sala. Per secoli restarono a Firenze, finché si divisero quando, dopo l'Unità d'Italia, entrarono a far parte della dotazione della Corona e nel 1882 dieci venenro trasferiti a Roma come arredo delle sale di rappresentanza del Quirinale. Adesso tornano a riunirsi tutti e venti a Firenze, dove saranno esposti a rotazione di quattro per volta, (per preservare arazzi di questo valore si evitano esposizioni troppo lunghe che li danneggerebbero) nella sala dei Duecento, la loro sede originale. La buona notizia arriva da un accordo per i prossimi tre anni, ma rinnovabile tra le parti, firmato ieri al Quirinale dal segretariato generale della presidenza della Repubblica Ugo Zampetti, dal sindaco Dario Nardella e dal segretario generale del Ministero dei beni culturali, Carla Di Francesco. I dieci arazzi fiorentini sono di proprietà delle Gallerie degli Uffizi in deposito al Comune, gli altri dieci provengono dal dotazione presidenziale. Il sindaco Nardella ringrazia il presidente Mattarella per "un accordo che è una conquista non solo per Firenze, ma per la cultura italiana in generale. Dopo quasi due anni di battaglia si possono finalmente riaggregare i 20 arazzi della collezione medicea di Cosimo I". Il sindaco annuncia l' esposizione dei primi quattro arazzi nella Sala dei Duecento entro l'estate, oltre a eventuali mostre del ciclo a Firenze, al Quirinale o altrove, come previsto dall'accordo. Nel periodo di esposizione degli arazzi la Sala dei Duecento entrerà a far parte del percorso museale di Palazzo Vecchio. I dieci arazzi conservati a Firenze provengono da un complesso intervento di restauro realizzato dal 1983 al 2012 dell'Opificio delle pietre dure. Analogo lavoro, coordinato dall'Opificio, è stato fatto tra il 1995 e il 2012 dal Laboratorio restauro arazzi del Quirinale sui dieci arazzi conservati a Roma. Insieme, i venti capolavori rappresentano una delle più alte testimonianze dell'artigianato e dell'arte rinascimentale. Sono stati riuniti per la prima volta dopo lo smembramento ottocentesco in occasione della mostra dal titolo 'Il Principe dei sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino', allestita nel Palazzo del Quirinale, al Palazzo Reale di Milano e a Palazzo Vecchio a Firenze, per un anno, nel febbraio 2015-2016.