CRONACHI POLITICHE.Gli azzurri esprimo parere negativo, critici verso il centrodestra i comunisti Anche Forza Italia si inserisce nel dibattito sulle trivellazioni petrolifere. È il coordinatore cittadino, Paolo Garofalo, ad esprimere la contrarietà del partito ad ogni forma di scempio ecologico del territorio della provincia. «L'argomento - dice Paolo Garofalo - deve essere affrontato con la Regione attorno ad un tavolo per vedere cosa c'è per la provincia di Ragusa ed attuare provvedimenti specifici che rappresentino una contropartita vera e propria rispetto a decenni di depauperamento. Non sarà mai favorito, inoltre, l'insediamento di attività produttive in zone come le contrade Gisana, Nacalino e Prainito. Pur consapevole che iniziative miranti al riciclaggio dei rifiuti ed alla riconversione degli stessi in ricchezza per il territorio siano le uniche vie percorribili per affrontare in maniera seria ed organica il problema rifiuti, non possiamo sottacere che il luogo per l'insediamento di tali attività debba essere indicato solo a seguito di approfonditi studi del territorio. Occorre fare in modo -conclude il coordinatore di Forza Italia - con spirito costruttivo e con scelte collegiali, creare le condizioni per dare una soluzione ad un problema impellente e non più rinviabile». «Una grande recita, un vero e proprio gioco delle parti, una interpretazione di alto livello quella che hanno dato Drago, Bono e Granata. Sembravano il buono, il brutto e il cattivo. Tutti e tre diretti magistralmente da Piero Torchi». È questo l'incipit di una nota della Federazione di Ragusa di Rifondazione comunista, che attacca i quattro esponenti del fronte del «no» alle trivellazioni. «Dove erano questi paladini dell'ambiente in doppio petto l'8 novembre 2001 quando la Panther proponeva ed otteneva dalla Regione la licenza di esplorazione nell'area del Tellaro? A cosa pensavano - continua Rifondazione comunista - il 22 marzo 2004 quando l'Assessorato all'Industria accordava il permesso di ricerca per idrocarburi? A tutto c'è una risposta: Drago studiava da sottosegretario, Bono pensava a diventare ministro e Granata insidiava Cuffaro. Non possiamo permettere - conclude Prc - che i vari Drago, Torchi, Bono e Granata passino per ambientalisti. Ne risentirebbe drammaticamente l'ambiente stesso».