«I soldi ci sono, gli strumenti anche. Le gallerie dell'Accademia non hanno nessun problema». La direttrice Paola Marini rispedisce al mittente le accuse di cattiva gestione del personale, della sicurezza interna e della strumentazione di sorveglianza. A farle è stata ieri la Cisl Fp: a diverse strutture appartenenti al Polo museale del Veneto e anche all'Accademia diventata museo statale indipendente nel 2015. Il sindacato ha anche minacciato un esposto alla Corte dei conti. Il debito del Polo museale regionale, ha ammesso anche il suo direttore Daniele Ferrara, ha raggiunto i due milioni. Ma il complesso, tiene a precisare, «ha la copertura finanziaria degli impegni assunti». «L'attuale situazione debitoria spiega è in parte dovuta alla carenza di personale, in parte ai meccanismi normativi che regolano la gestione centrale delle risorse». I creditori, quindi, dovranno sperare nel «riaccredito dei fondi già assegnati precisa per poter effettuare i pagamenti sospesi. Per accelerare le operazioni, il Polo ha già riorganizzato l'attività dell'ufficio contabile». E sui problemi di sicurezza raccolti dal sindacato nei musei di Portogruaro, Fratta Polesine e Villa Pisani a Stra, Ferrara mette al riparo l'ultima: per la sicurezza «il Polo è stato beneficiario di un contributo di 1 milione e 75 mila euro, di cui 735 mila riservati al museo di Villa Pisani». Nel mirino di Cisl sono finiti anche i «continui malfunzionamenti» nelle gallerie dell'Accademia, soprattutto «della strumentazione di comunicazione interna del personale di vigilanza per la gestione delle emergenze». «Ho visto una segnalazione di un capo servizio di vigilanza appena l'altro giorno spiega Marini diceva che fanno fatica a comunicare all'interno della struttura. Ma un mese fa abbiamo già acquistato nuovi telefoni interni. E lunedì provvederemo a installarli. Se si tratta di metterli in funzione chiameremo un tecnico». Problemi di sicurezza? «Li risolviamo quotidianamente. Bisogna pazientare un momento, è un complesso grande e non c'è un ufficio tecnico. Ma non abbiamo problemi economici. Ho una ditta e un professionista, e da lunedì arriva anche l'architetto. C'è un piano di manutenzione con incarichi esterni e copertura economica». E proprio su alcuni lavoratori esterni, che risulterebbero privi di attestati sulla sicurezza richiesti per legge, la dirigente dice di aver fatto più del dovuto: «C'è stato un lungo processo di richiesta di questi certificati, che normalmente non si fa, perché è responsabilità della stessa ditta non averli. Questa si è impegnata a presentare la documentazione. E comunque, a maggio, ne subentrerà un'altra».