La paralisi del Museo del Cinema è stata scongiurata. Almeno per il momento. Giovedì la riunione del Comitato di gestione è andata avanti fino a tarda notte. E non sono mancati momenti di tensione: sul tavolo, le deleghe che una settimana fa lo stesso Comitato aveva assegnato alla vicepresidente Annapaola Venezia, per garantire l'ordinaria amministrazione in assenza della direttrice pro tempore. Donata Pesenti ha infatti lasciato da lunedì la Mole per motivi personali. Ma il nuovo direttore (il bando si è chiuso il 30 marzo) non arriverà prima di due mesi. E nel frattempo, si è reso necessario assicurare l'operatività assegnando alcune deleghe di cui la presidente Laura Milani, come risulta agli atti, ha rifiutato di farsi carico. Con voto unanime, durante la riunione della scorsa settimana alla quale la presidente non aveva potuto prendere parte, il Comitato ha scelto di assegnarle a Venezia. Per una settimana, fino all'appuntamento fissato per giovedì. A quel punto, la vicepresidente ha rimesso le deleghe nella mani di Laura Milani, la quale però ha nuovamente rifiutato di avocarle a sé. Il Comitato ha quindi votato per assegnarle ancora una volta a Venezia, questa volta fino alla nomina del nuovo direttore. Con un unico voto contrario: quello di Laura Milani. La presidente avrebbe infatti preferito assegnarle a un esterno e, in un primo momento, era stato fatto il nome di Davide Bracco, responsabile della tesoreria di Film Commission Torino Piemonte ed ex direttore della medesima. Un'ipotesi che non ha convinto i membri del Comitato, che hanno optato per una scelta a costo zero votando compatti, secondo quanto consentito dall'articolo 12 dello Statuto, l'affidamento delle deleghe ad Annapaola Venezia. Per i prossimi due mesi sarà quindi la vicepresidente, che siede nel Comitato in rappresentanza della Fondazione Crt, a garantire i pagamenti dei fornitori e delle attività già programmate e messe a budget, come ad esempio gli eventi legati a Lovers. La «macchina» del museo, insomma, non subirà arresti. Almeno sul fronte dell'ordinaria amministrazione. Resta invece in stallo la parte scientifica, motivo per cui appare chiara a tutti l'urgenza di accelerare il più possibile l'iter per arrivare in breve tempo alla nomina del successore di Alberto Barbera alla guida del Museo. Ma non finisce qui. Il Comitato di gestione ha chiesto che la questione delle deleghe sia inserita all'ordine del giorno dell'assemblea dei soci in programma il prossimo 19 aprile convocata per l'approvazione del bilancio, in modo da chiarire i diversi punti di vista dei membri e la legittimità della procedura.