Dal 21 aprile, Natale di Roma, tornano le visite serali alle antiche piazze romane secondo il format di Piero Angela e Paco Lanciano. Un successo dal 2014 Una suggestiva "full immersion" nell'antica Roma, che negli anni passati ha già conquistato 520 mila visitatori. Torna per la quinta volta il 21 aprile, in occasione del Natale di Roma, la Capitale compie 2771 anni, "Il viaggio nei Fori di Cesare e Augusto" ideato e curato da Piero Angela e dal fisico Paco Lanciano, che collabora con lui dal 1993. E infatti i commenti entusiasti del pubblico rilasciati sul web vanno da: «Sembra di essere dentro una puntata di Super Quark ma vissuta in prima persona», scrive Marco, e Giulia aggiunge: "La ricostruzione perfetta nel luogo perfetto» fino a Ioio: «Semplicemente bellissimo». Il progetto è nato nel 2014 con il Foro di Augusto e prosegue con l'aggiunta nel 2015 del Foro di Cesare rendendo l'iniziativa un successo, che si potrà visitare fino all'11 novembre. I Fori vengono raccontati, con la voce suadente di Piero Angela, partendo da pietre, frammenti e colonne presenti, con l'aggiunta dell'uso di tecnologie di avanguardia che rendono "vivi" i luoghi. «Ci sono dei magnifici filmati e delle proiezioni che ricostruiscono i Fori come si presentavano nell'antica Roma alternando emozioni ad un grande rigore storico e scientifico - spiega Paco Lanciani - tra me e Piero è difficile dire chi ha fatto cosa o chi ha ideato cosa. È chiaro che il proiettore lo scelgo io mentre il racconto lo fa lui». Le modalità di accesso sono differenti. Per Il Foro di Augusto sono previste, dalle 20,20 tre repliche (40 minuti) mentre per il Foro di Cesare è possibile accedere ogni 20 minuti, con un percorso in quattro tappe per la durata di 50 minuti. «Difficile dire quale sia il più bello - prosegue Lanciani - li consiglierei entrambi. Forse prima Augusto, con la gigantesca statua alta 12 metri, dato che si resta fuori e si vede più da spettatori. Cesare è più avvolgente, si scende di notte nel Foro partendo dai resti del maestoso Tempio di Venere e dove, fra i colonnati riappaiono le antiche taberne. Non ho una preferenza. Per me sono come due figli. Il pubblico è vario, molti adulti, ma che poi tornano con i figli. Ci sono bimbi di 8 e 6 anni, che quando escono sorridono di entusiasmo». Le visite si svolgono nel silenzio assoluto, usando le cuffie per ascoltare Angela, tradotto in 8 lingue. «Gli effetti più suggestivi - conclude Lanciani sono il grande incendio di Augusto, la pioggia nel Foro di Cesare, ed il racconto della sua morte, anche con l'aiuto di quadri, come tele di Mantegna, e poi c'è la Curia, come la vedevano i senatori romani. Nella memoria degli spettatori restano i momenti in cui si ricostruisce, con tecniche virtuali, e appaiono le statue ed i fregi dell'epoca. Non vince lo spettacolo ma la spettacolarizzazione. Quando esci da lì, sei soddisfatto: hai capito cos'era quel luogo» In una serie di interviste fatte da Zetema l'anno scorso su un campione di 668 spettatori si rileva che il livello di soddisfazione è ottimo e che circa la metà(il 49) è venuto a conoscenza dello spettacolo attraverso il "passaparola". Al primo posto ci sono i romani (54) molti laureati nella fascia dai 45 ai 54 anni, dopo arrivano i turisti.