Studio di Bertolissi e Vianello: Costituzione e Ue lo permettono VENEZIA. «Non solo si può, ma si deve fare», dice Mario Bertolissi, costituzionalista, uno dei maggiori esperti in Italia. Numero chiuso, prenotazione, limitazione degli accessi, ticket: Venezia non ha limiti, almeno non ci sono nella Costituzione e nel Trattato europeo. Arriva così un primo autorevole via libera normativo al piano del sindaco Luigi Brugnaro di chiedere al governo maggiori poteri inseriti in un nuovo disegno di Legge speciale per limitare gli accessi in centro storico, introducendo prenotazione e un ticket. Condizione fondamentale, dice il costituzionalista, è che però il ticket sia «di scopo», finalizzato ad interventi precisi di salvaguardia della città e della laguna. In sostanza è possibile limitare un diritto (la libera circolazione) se questo è finalizzato all'obiettivo della manutenzione e della salvaguardia di un sito monumentale. «I veneziani e gli italiani di oggi non hanno nessun merito di avere Venezia in carico, sono solo eredi, per questo hanno invece il diritto di conservare i beni per gli altri, facendo tutto ciò che è possibile», sottolinea Bertolissi affiancato nell'analisi giuridica e normativa dall'avvocato Alessio Vianello. Cita la cappella degli Scrovegni di Padova dove sono stati contingentati gli ingressi per conservare gli affreschi di Giotto, pensa alla cappella Sistina. Incostituzionale? «Non si sta limitando nulla, si limita l'arbitrio semmai, è un'occasione per riflettere dove ci si trova e sul senso di responsabilità verso una città unica come Venezia». Bertolissi smonta tutte le argomentazione di incostituzionalità, Vianello evidenzia il rispetto dei trattati europei. Perché se è vero che l'articolo 16 della Costituzione italiana dice che «ogni cittadino può circolare liberamente all'interno del territorio italiano salvo le limitazioni che la legge stabilisce per motivi di sanità e sicurezza», è anche vero che l'articolo 9 evidenzia come «la Repubblica tutela il patrimonio artistico e storico della nazione», se è vero che la Carta dei Diritti fondamenti dell'Unione Europe garantisce il diritto «di ogni cittadino di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri», il Trattato di Funzionamento dell'Eu appoggia e integra «l'azione degli Stati nella salvaguardia del patrimonio culturale di importanza europea». In sostanza ai diritti individuali rispondono i diritti, e doveri, collettivi di tutela. Il diritto alla libera circolazione è garantito al pari dell'obbligo di conservare del patrimonio artistico, storico e culturale, «e con la riduzione dei finanziamenti di Legge speciale e la crisi del Casinò, oggi né lo Stato italiano né l'Europa stanno attuando e dando esecuzione al proprio dovere di tutelare il patrimonio artistico e storico di Venezia». Ecco che limitare gli accessi, chiedere un ticket di ingresso finalizzato alla manutenzione potrebbe essere la soluzione per garantire la salvaguardia della città. Lo aveva proposto l'associazione Pass4Venice anche durante l'audizione in commissione, in vista di un piano del Comune per la gestione dei flussi; l'aveva indicato il Movimento Cinque stelle all'interno del progetto ZtlRevolution, l'aveva suggerito anche il Gruppo 25 aprile, tutti sostenitori di prenotazioni e ticket di ingresso. Spiega Bertolissi: «Nella situazione in cui versa la finanza pubblica il ricorso al tributo è significativo perché lo Stato non è in grado di soddisfare tutte le esigenze. Dico di più: la Corte Costituzionale dà la possibilità agli enti locali di manovrare attraverso tributi di scopo, rimettendo in gioco il meccanismo della rappresentanza che genera responsabilità». Il costituzionalista ribadisce l'inesistenza della limitazione dei diritti («Il diritto è limitato in natura»), sottolinea il primo dovere («Conservare per te e gli altri il patrimonio artistico culturale»), precisa il contesto normativo («Ci si sta muovendo all'interno del perimetro tracciato dalla Legge speciale, mettere anche una limitazione fisica non è una bestemmia costituzionale») .