Appello dell'Anci dopo i crolli. E a San Gimignano si prepara il cantiere per le mura La regione si «sbriciola» ed è «evidente che così non si può continuare». Anci Toscana, l'associazione che riunisce i Comuni, affonda il colpo. Dopo il collasso delle mura di San Gimignano (Siena) solo l'ultima di una serie di frane che ha colpito monumenti storici della Regione, da Volterra a San Casciano l'associazione dei Comuni ha deciso di passare al contrattacco. «I crolli pongono con urgenza la necessità di un piano regionale per il monitoraggio e la tutela del patrimonio a rischio, che veda l'apporto della Regione, delle Soprintendenze, del Mibact, dei Comuni e degli Ordini professionali competenti si legge nell'appello di Anci È indispensabile contrastare quello che si va delineando come il progressivo sbriciolamento della Toscana. I Comuni ne hanno profonda consapevolezza e hanno fatto il possibile, a volte da soli , pur fra vincoli di bilancio, frammentazione se non sovrapposizione di competenze e snervanti tempi burocratici». Per l'Anci la questione più stringente è quella delle risorse. «Le politiche di tutela del patrimonio culturale non possono assolutamente dipendere solo dalle risorse dei Comuni che, oltretutto, sono esigue e in molti casi bloccate dal patto di stabilità proseguono i sindaci Un problema ancora più grave per quelli piccoli che, spesso, hanno patrimoni di grandi rilevanza e dimensioni ma quasi nessuna risorsa». La stoccata finale l'Anci la riserva alla politica, perché «in tutta la campagna elettorale il tema dei Comuni è risultato quasi marginale». Nel frattempo, a San Gimignano i lavori per il ripristino delle mura sono quasi pronti a partire. La ditta che ha ricevuto l'incarico dal Mibact, un'azienda di Perugia che ha già operato in zona in passato, terminerà a breve il sopralluogo per allestire il cantiere. Salvo ritardi per il maltempo o complicazioni dovute alla collocazione impervia del punto della frana. «Il primo passaggio sarà la messa in sicurezza dell'area, poi il recupero dei materiali franati spiega il sindaco Giacomo Bassi L'obiettivo è riutilizzare parte delle pietre duecentesche per ricostruire la cinta muraria. Solo allora si penserà al parapetto». I lavori saranno coordinati da un ingegnere nominato dal Genio civile in accordo con la Regione, che collaborerà con la Soprintendenza di Siena. Per i primi interventi saranno utilizzati i 300 mila euro messi a disposizione dal ministero. In attesa di capire se l'appello di Anci sarà raccolto, un segnale di aiuto concreto almeno c'è.