Il sindaco: «Progetto ereditato da altri». Italia Nostra: «È un oltraggio paesaggistico» La difesa di quanto fatto finora e la richiesta di attendere il lavoro finito «per dare un giudizio oggettivo» da parte dell'assessore ai trasporti Stefano Giorgetti. Ma subito dopo l'apertura a una modifica, anche se con molti limiti, da parte del sindaco Dario Nardella, che ha chiesto ai tecnici «soluzioni migliorative dell'impatto». La vicenda dei pali della tramvia alla stazione crea uno strappo anche nella giunta di Palazzo Vecchio, seppur timido. Perché il sindaco, nonostante monti la protesta contro l'effetto paesaggistico di quei pali, ora che sono tutti montati, tiene a precisare che «non si può rallentare l'opera». Insomma, alla fine, le migliorie se arriveranno, verranno valutate con i Sirio in circolazione. Ma intanto le proteste arrivano anche da Italia Nostra. «Un oltraggio paesaggistico», è il giudizio della delegazione fiorentina dell'associazione, assieme al «Coordinamento cittadino tutela alberature», sulle attuali condizioni di piazza della Stazione. Un'alleanza che ha una conseguenza logica, secondo loro, perché «dopo il taglio dei pini storici si legge in una nota ora è sorta una foresta di pali in metallo, con un intrico di fili degni di un qualsiasi snodo ferroviario e non di certo del centro storico di Firenze». Il riferimento, ovviamente, è all'allestimento dell'elettrificazione nella zona di Santa Maria Novella, che ha scatenato polemiche in città e sui social: e così c'è chi propone di cambiare il colore nero degli stessi pali, oppure un ancoraggio della rete elettrica agli edifici come in via Valfonda, fino all'idea «wireless» con l'alimentazione a batteria, quella proposta e mai realizzata per il passaggio dei Sirio dal Duomo, cancellato nel 2009 dall'allora sindaco Matteo Renzi. Nel 2009 sarebbero stati necessari 30 milioni per quei 300 metri: oggi per le nuove batteria a litio, lo smontaggio dei pali alla stazione e la predisposizione dei Sirio servirebbero altri 40 milioni. Impensabile, anche perché si dovrebbe smantellare daccapo un cantiere quasi finito. È anche questo il motivo che ha portato Nardella ad intervenire sui pali della stazione con diplomazia. Il sindaco ha infatti precisato che «tralicci» alla stazione «tra averli o non averli, credo nessuno pensi sia meglio averli. Ma c'è un progetto che esiste da anni ed è stato approvato da tutti gli enti competenti. Un progetto che noi abbiamo ereditato e trasformato in opera concreta». Tradotto: di togliere i pali non se ne parla. Anche se, aggiunge il sindaco, «ho dato mandato ai tecnici di lavorare con la Soprintendenza per individuare soluzioni migliorative dell'impatto». Parole che di certo piaceranno poco ad «Italia nostra», che sempre ieri ha aggiunto: si sono tagliati i pini con «la scusa della messa in sicurezza, mentre in realtà si doveva far spazio ai cantieri della tramvia». Accuse anche per la Soprintendenza: «Complice». Ma Nardella non ci sta: «Alcune associazioni hanno preso a pretesto la vicenda dei pali per rallentare l'opera. Inaccettabile. Tutti i fiorentini vogliono che la tramvia parta». E l'assessore ai lavori pubblici Stefano Giorgetti? Per lui vanno completate «tutte le sistemazioni urbane previste in piazza della Stazione: liberiamola dai cantieri, giudichiamo nel complesso l'aspetto dei pali della linea di contatto e poi valutiamo le possibili migliorie».