«Non sopporto la malafede e l'ipocrisia». Parte .all'attacco Paola Severini, direttore della rivista "Angeli" e «dell'agenzia "Quotidiano , da trent'anni professionista nel sociale e portavoce dei diritti degli handicappati. Severini dirige - tra l'altro - una struttura dove disabili e normodotati lavorano , insieme. L'organizzazione della Severini è formata da una associazione, due Onlus, una cooperativa sociale ed una società , editoriale; da un anno e mezzo dirige anche una Commissione Speciale al Ministero dei Beni Culturali. «Si è tanto parlato di fare cultura: quale, posto migliore di un museo per iniziare questo percorso? Finora la maggior parte dei musei italiani era inaccessibile. Ora, proprio grazie all'iniziativa " Musei per tutti", anche i disabili , potranno fruire - e gratuitamente-della bellezza di un'opera d'arte. Con l'aiuto del Ministro Urbani siamo riusciti a rendere accessibili quasi 600 dei 1000 musei statali: insomma, in un anno e mezzo abbiamo fatto passi da gigante». Ma "Angeli" non si ferma qui. Si occupa anche di dare voce a tutte le altre minoranze: in questo momento è in pubblicazione "Chi non conosce la storia è condannato a riviverla", un approfondimento sul tema del pregiudizio che tratta anche il tema dell'antisemitismo e del rapporto col mondo musulmano. «Secondo stime recenti gli handicappati in Italia sono più di 5 milioni - spiega Severini -ma questo numero si riferisce solo agli invalidi riconosciuti, quelli che percepiscono un'indennità. Perché non vengono calcolati anche, gli anziani, perché dal computo viene escluso chi ha " semplicemente" 'difficoltà di deambulazione? Questa è solo e soltanto ipocrisia».
Intanto noi cominciamo dai musei
Paola Severini, direttore di "Angeli" e agenzia "Quotidiano", critica la malafede e l'ipocrisia. Dirige un'organizzazione che include disabili e normodotati e ha lavorato per rendere i musei accessibili. Con l'aiuto del Ministro Urbani, è riuscito a rendere accessibili quasi 600 dei 1000 musei statali. Severini critica anche il fatto che il numero di persone con disabilità riconosciute sia solo di 5 milioni, escludendo gli anziani e coloro che hanno difficoltà di deambulazione. Questo, secondo Severini, è solo ipocrisia. Severini critica anche il fatto che si parli di cultura senza fare nulla per rendere accessibili i musei.
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