TERRICCIOLA. «Una delle collezioni più importanti della Toscana di cippi etruschi risalenti al quarto e quinto secolo avanti cristo è circondata da perdite d'acqua, lattine, erbacce, e soprattutto, fino a pochi giorni fa, era a completa disposizione di ladri e vandali. È vergognoso». Lorenzo Bacci, esperto di storia dell'arte, guarda oltre le sbarre e scuote la testa. Dietro a un cancellino in ferro tutt'altro che a prova di malintenzionato ci sono cinque manufatti di grande valore, posizionati all'interno dell'ipogeo del Belvedere, nel cuore di Terricciola. L'ipogeo è una costruzione sotterranea di interesse storico e antropologico, realizzata interamente dall'uomo, oppure ricavata da cavità naturali. Un gioiello figlio della storia. Nel borgo dell'alta Valdera ce ne sono addirittura cinquantaquattro, che si snodano sotto al centro abitato. «L'unico divenuto museo è quello del Belvedere spiega ancora Bacci reso visitabile nel 2002 grazie a un delicato intervento di ripristino. E pensare che oggi è pieno di escrementi di gatti e totalmente inutilizzato». C'è un tesoro da salvare a Terricciola, legato a una vicenda che inizia addirittura sedici anni fa. «Quando la sezione di Terricciola del gruppo archeologico Tectiana prosegue Bacci prese in gestione l'ipogeo e lavorò per valorizzarlo. Nel 2007 sono stati inseriti i cippi etruschi, il gruppo ha operato fino al 2014, portando migliaia di visitatori all'interno del sito. Poi sono iniziati i problemi». Stando a quanto racconta Bacci, nel 2014 il lucchetto che chiude l'ingresso all'ipogeo venne improvvisamente cambiato, senza alcuna comunicazione da parte del Comune, negando l'accesso al gruppo archeologico. Poi, attraverso una delibera comunale, venne affidato ad "Arianna and Friends", una sorta di tour operator che organizza viaggi in Toscana per turisti, stranieri e non solo, che però si occupa dell'ipogeo solamente per un anno. «L'ultima manutenzione del museo risale al 14 ottobre 2014. Oggi l'impianto elettrico non funziona, ci sono infiltrazioni d'acqua e il degrado regna sovrano». Le istituzioni sonnecchiano, mentre uno dei potenziali patrimoni artistici più importanti della provincia sfuma giorno dopo giorno. «Prima di Pasqua, addirittura rivela Bacci è sparito il lucchetto all'entrata dell'ipogeo del Belvedere, che quindi per settimane è rimasto completamente incustodito. Qualcuno è entrato e si è limitato a fumare una sigaretta e a bersi una coca cola, ma pensiamo a cosa sarebbe accaduto se fossero stati trafugati i cippi etruschi, o se fossero stati danneggiati. Roba da non credere. Nei giorni scorsi si è diffusa la voce che Il Tirreno si sarebbe occupato della vicenda, e allora sono stati messi addirittura due lucchetti a chiudere l'entrata. Sarà stato un caso, chissà. Le chiavi, comunque, dovrebbero essere in Comune. E all'interno del museo la situazione è ancora critica». È una storia d'indifferenza quella tra Terricciola e i suoi suggestivi beni archeologici. «Non c'è cartellonistica per indicare il sito ai turisti e non sono mai stati prodotti depliant per incentivarne le visite. Tutto ciò che è stato fatto puntualizza Bacci è arrivato dall'impegno di Tectiana e dei suoi volontari, che poi sono stati messi misteriosamente da parte». Oggi a vigilare sugli ipogei di Terricciola, e quindi anche su quello disastrato del Belvedere, sotto alla terrazza panoramica del paese, che offre uno scenario da urlo sulle colline, è la onlus "Le città sotterranee". «Non possiamo entrare, non possiamo pulire e non possiamo organizzare visite. L'unica cosa che possiamo fare conclude Lorenzo Bacci è denunciare pubblicamente l'abbandono di uno dei luoghi più belli, preziosi e ricchi di storia che abbiamo nella zona. E non si tratta di politica. Terricciola sta trascurando e torturando le sue radici e, soprattutto, il suo potenziale turistico. E le istituzioni non muovono un dito».