Una buona amministrazione si caratterizza da una cultura di governo che fa distinguere l'inutile polemica dagli allarmi ben motivati. L'appello alla sindaca Virginia Raggi, sottoscritto da un congruo numero di associazioni legate al mondo della tutela del Patrimonio storico-artistico, è «un invito alla responsabilità». Sarebbe un grave errore derubricarlo alla solita, sterile lamentela. La preoccupazione è ben articolata, e ha sullo sfondo Roma come Patrimonio dell'Umanità nella lista dell'Unesco. Ieri Giuseppe Di Piazza su queste stesse pagine ha suggerito alla sindaca Virginia Raggi una robusta dose di coraggio per varare una prospettiva di cambiamenti concreti. Ecco una eccellente occasione: capire se, documento alla mano e con un confronto rispettoso, la bozza del nuovo Regolamento delle attività commerciali e artigianali della Città Storica può aprire la strada a un moltiplicarsi indiscriminato di quelle nuove rivendite che stanno deturpando irrimediabilmente il volto e il tessuto socio-commerciale del Cuore antico di Roma. La posta in gioco è altissima. La capacità di ascolto, stavolta, è assolutamente indispensabile.