La sinergia ha portato a scoperte rilevanti, solo negli ultimi anni, in molte regioni d'Italia. Recentemente, durante i lavori per l'allacciamento dell'area di servizio Piceno Est, nell'area di Campofilone (FM), sono stati riportati alla luce insediamenti rurali di età romana. Snam, un team di archeologi per dare valore agli scavi Nei suoi oltre 75 anni di storia, Snam ha costruito e gestito infrastrutture del gas naturale lungo l'intera Penisola, attraversando contesti orografici complessi, parchi naturali protetti e corsi d'acqua. Anche per questa ragione la società ha adottato procedure di eccellenza per ciascuna delle fasi di lavoro, dalla progettazione ai monitoraggi ambientali, geomorfologici e vegetazionali ante e post operam, dalla costruzione all'attività di ripristino degli ecosistemi conseguente alla posa dei metanodotti e alla realizzazione degli impianti di compressione. Un'attenzione particolare viene riservata proprio alla tutela dei reperti archeologici che riaffiorano dagli scavi: in questi casi, l'azienda guidata dall'amministratore delegato Marco Alverà opera a stretto contatto con le soprintendenze per far sì che i ritrovamenti vengano non solo conservati, ma valorizzati e fatti conoscere. Questa sinergia ha portato, solo negli ultimi anni, a scoperte rilevanti in Lombardia (insediamenti del Neolitico, dell'età del Bronzo, dell'età del Ferro e di epoca romana nel Cremonese e nel Lodigiano), nel Lazio (strutture monumentali, vie lastricate e tombe di epoca romana a Marcellina e a Terracina), in Piemonte (necropoli, villa romana e vari manufatti di pregio nel Vercellese) e in Emilia-Romagna (necropoli e area urbana di epoca romana a Minerbio). Durante tutte le fasi di realizzazione dei progetti, Snam si avvale del contributo specialistico di un team di archeologi individuato secondo le indicazioni della competente soprintendenza. I professionisti che affiancano l'azienda e le imprese incaricate per la posa dei metanodotti sono costantemente presenti nei cantieri e hanno il compito di supervisionare i lavori sotto il profilo archeologico, effettuando indagini e approfondimenti e informandone la soprintendenza. Nel 2016 Snam ha effettuato ripristini su oltre 200 chilometri di territorio e monitoraggi ambientali su più di 550 chilometri, nei luoghi in cui la rete è a contatto con contesti naturalistici di particolare valore faunistico ed ecologico. Le spese ambientali sono state pari a circa 140 milioni di euro. Al termine dei lavori, i territori vengono sempre riportati alle loro condizioni originarie, e spesso migliorate. La villa romana di Campofilone (FM) Durante i lavori per l'allacciamento dell'area di servizio Piceno Est, nell'area di Campofilone (FM) sono stati riportati alla luce insediamenti rurali di età romana. Si tratta, nello specifico, di alcuni settori di una grande villa che, allo stato attuale delle indagini, mostra uno sviluppo lineare di almeno 80 m e che, per estensione e articolazione rappresenta un unicum per l'area costiera che si sviluppa da Fermo fino a San Benedetto del Tronto. Di particolare pregio è l'area della villa occupata dalle terme, rinvenuta in uno straordinario stato di conservazione, che risalta per i materiali utilizzati e per le scelte progettuali adottate. Il ritrovamento di una necropoli a circa un centinaio di metri dall'insediamento principale, lascia presupporre che lo sviluppo dell'area ricopra un periodo cronologico di circa 5 secoli. Le indagini archeologiche, interamente finanziate da Snam, sono condotte dagli archeologi della In Terras Soc. Coop di Forlì sotto la Direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche