Sibilla della Gherardesca: «Scelte rancorose». E Toscani: «Comuni contro il bello» Castagneto Carducci (Livorno). «Ecco l'esempio di come si esprime l'invidia di quegli italiani pieni di convinzioni stupide. Denunciando, fino a far abbattere, delle baracche che hanno solo contribuito a mantenere integro il patrimonio paesaggistico. La Soprintendenza inoltre non può far demolire così dei manufatti in piedi da più di cento anni, capovolgendo un pronunciamento già dato nel passato». È categorica Sibilla della Gherardesca, presidentessa del Fondo Ambiente italiano per la Toscana. Dice no all'ingiunzione di demolizione delle baracche che ieri il comune di Castagneto Carducci ha inviato ai proprietari. Al centro della vicenda i 34 manufatti in legno e saggina che si trovano nei 4 chilometri illibati di spiaggia, compresi all'interno dell'Oasi dunale, tra Marina di Castagneto e Bibbona. «Perdiamo un angolo di cultura molto più che rappresentativo di un territorio, simbolo e orgoglio di un tempo che fu. Una situazione vergognosa continua che manifesta solo tanta ignoranza. Basta guardarsi attorno: a Follonica spuntano i grattacieli sul mare e Marina di Bibbona è un'accozzaglia di case e palazzine senza senso. Le capanne sono meglio di tanti stabilimenti balneari di tutti i colori. Sono disgustata. Non capisco questo rancore verso famiglie come gli Antinori o gli Incisa che hanno dato tanto, soprattutto lavoro, a tutto il territorio. Questo dimostra come non si voglia bene alla propria terra. Si tratta di bellissime capanne, antiche, piene di civiltà. Un altro luogo sarebbe stato onorato di custodirle». A difesa delle capanne si è sempre espresso anche il noto fotografo Oliviero Toscani affezionato frequentatore della spiaggia. «I comuni fanno demolire ciò che è bello affonda il fotografo e permettono di costruire le schifezze. Purtroppo non c'è niente da aggiungere se non che siamo in mano a gente che gli stessi italiani votano e quindi...». Una zona elevata a patrimonio culturale che si è dotata naturalmente, col passare del tempo, di un equilibro sostenibile di cui anche il sindaco Sandra Scarpellini tende a ribadire la priorità: «Quella è una zona che resterà così, lontana dagli accessi pubblici, che comunque ci sono e che chiunque può raggiungere ha concluso ma dove non si può certo mettere in cantiere la costruzione di stabilimenti come ha predisposto il Piano della Costa. L'antropizzazione possibile si ferma in prossimità del Seggio a nord del litorale, dove si trovano le capanne più discusse, e dopo il resort Paradu a sud, dove si trovano le altre. Tra Bolgheri e Bibbona è presente un sistema dunale importante dove il trascorrere dei decenni ha dimostrato che si può mantenere un sostenibilità eccezionale. Le proprietà, è innegabile, hanno contribuito a mantenere questo equilibrio. Non si pone nemmeno l'idea, al momento, di aprire nuovi accessi. Sarebbe, oltretutto, complicato e poco sicuro».