Piazza Armerina. Il direttore degli scavi, Pensabene: «Nell'area della Villa Romana forse l'antica Plutia» PIAZZA ARMERINA. La notizia del ritrovamento del villaggio medievale nei pressi della Villa Romana del Casale è già stata divulgata circa un anno fa, ma la novità sta nel fatto che con molta probabilità l'insediamento è molto più grande ed importante di quando si pensasse all'inizio degli scavi e pare confermata ormai la tesi che a venire alla luce sia proprio la vecchia città di Plutia. A parlarne per la prima volta in pubblico è il prof. Marcello Pensabene, che dirige gli scavi e che conferma il ritrovamento di una vera e propria cittadina e non di un insediamento come si era pensato inizialmente. Questi giorni Piazza Armerina sta vivendo in pieno il clima medievale e la notizia del ritrovamento dell'antica Plutia si innesta perfettamente in questa atmosfera ricca di eventi legati al periodo arabo-normanno. «E' la prima vota che parlo dello scavo - afferma il prof. Pensabene - e dei risultati che abbiamo ottenuto grazie anche all'iniziativa della Sovrintendenza dei Beni Culturali di Enna diretti dall'architetto Salvatore Scuto e alla direzione del museo della Villa. Il risultato dei lavori è quello di aver messo a fuoco, con maggiore precisione, che l'area della Villa Romana ha continuato a vivere nei corsi dei secoli, sicuramente fino al 1161, quando Guglielmo I, detto il Maio, distrusse la città di Plutia, la cui popolazione era in quel momento molto probabilmente araba ed a lui ostile». A sostegno di questa tesi, anche un particolare riferimento legato al nome della nobile famiglia Trigona, "che pare derivi proprio da uno degli ambienti dell'antica abitazione romana e che sancisce uno stretto legame fra il periodo romano ed il Medioevo. «Durante gli scavi della Villa, negli anni 50 - continua il prof. Pensabene - erano state rinvenute tantissime stratigrafie medievali al di sopra dei mosaici, ma erano state ignorate in relazione alla filosofia di scavo, dal momento che mirava più alla scoperta del capolavoro che alla ricerca sistematica delle testimonianze delle varie epoche storielle. Avevamo il sentore che dovesse esistere una importante fase medievale sulla Villa ed appena abbiamo messo mano al piccone, a venti centimetri di profondità e a venti metri dalla stessa Villa, in direzione sud, sono subito cominciate ad emergere strutture edilizie relative ad abitazioni del periodo medievale. Abitazioni, stalle, scuderie che ci hanno permesso ad iniziare a definire una parte del villaggio abbandonato e ad individuare la sua collocazione temporale, in base al ritrovamento ed allo studio di monete e ceramiche, nella seconda metà del XII secolo, periodo che coincide con la distruzione operata da Guglielmo il Maio».
Piazza Armerina. Scoperta una vera cittadina
Il direttore degli scavi della Villa Romana del Casale, Marcello Pensabene, ha confermato che l'area della villa ha continuato a vivere nei secoli, probabilmente fino al 1161, quando Guglielmo I, detto il Maio, distrusse la città di Plutia. I lavori di scavo hanno rivelato strutture edilizie relative ad abitazioni del periodo medievale, come stalle e scuderie, che hanno permesso di definire una parte del villaggio abbandonato e di individuare la sua collocazione temporale. La scoperta è stata confermata dalla presenza di monete e ceramiche del periodo medievale.
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