Caro Augias, si parla di una possibile intesa fra Cinque Stelle e Lega. Ma, per esempio, sulla cultura, la tutela del patrimonio storico- artistico, l'ambiente, la natura, ci sono punti di contatto fra Di Maio e Salvini? Mi dirà ( ed è vero) che la cultura ha scarsa importanza nella politica. Siamo agli ultimi posti in Europa per la spesa sia per la cultura che per l'istruzione. Tuttavia, nel programma, i Cinque Stelle hanno inserito cultura e beni culturali sottolineando la necessità di rafforzare ruolo, mezzi e poteri delle Soprintendenze territoriali. Lo stesso Beppe Grillo, nel proprio blog, ha pubblicato a fine 2017 una netta difesa dei Parchi. Al contrario Salvini in un dibattito con Maria Elena Boschi ha proposto l'abolizione delle Soprintendenze, furioso perché in Lombardia era stata bocciata ( giustamente) dal soprintendente Luca Rinaldi, sul Lago di Como, una strada, la " variante Tremezzina", e l'onorevole Boschi ha detto che già la riforma Franceschini indeboliva i poteri delle Soprintendenze e che quindi si poteva discuterne l'abolizione ( esiste il filmato). Questi i dati oggettivi, contrastanti. Vittorio Emiliani Roma Dei temi culturali, di una politica culturale di largo respiro nessuno ha parlato in campagna elettorale, ancora meno se ne parla nelle trattative in corso aspre e incerte. Ciò che preme è evidentemente altro e, in una certa misura, si può anche capire. Ogni parte politica vuole assicurarsi una posizione di partenza la più solida possibile che faciliti, poi, l'applicazione di una politica. Qui viene però la domanda: quale politica culturale? Oggi come oggi nessuno apparentemente saprebbe rispondere anche per l'evidente impreparazione di molti eletti, vecchi e nuovi. Mi scrive il signor Dario Pompili da Spoleto: « Sono preoccupato nel vedere troppi eletti al nostro parlamento con evidenti limiti di preparazione e culturali, facili dunque da condurre dovunque si voglia. Poiché cultura e relativi beni sono una delle nostre cifre di riconoscimento nel mondo (e di reddito) credo che la situazione dovrebbe essere valutata nella sua gravità, studiando con urgenza un rimedio » . La mancanza di una visione culturale viene prima ed è più grave della carenza di fondi, è la premessa a una qualunque azione in un settore amplissimo che può riguardare l'intera nazione o particolari situazioni locali. Si parla molto per esempio delle buche di Roma, problema drammatico, spia di negligenza o forse complicità tra ditte appaltanti e organismi di controllo. La risposta consueta è che i mancati interventi dipendono dalla mancanza di fondi. Non dipende però dalla mancanza di fondi ma proprio dalla mancanza di una visione della città l'avvilente condizione di degrado, di trascuratezza, d'incuria, in cui versa la capitale d'Italia. Poniamo sotto gli occhi dei visitatori stranieri una città priva di decoro piena di topi, di immondizie con gli arredi urbani devastati. Ecco un problema culturale che offriamo, nudi, al mondo. Corrado Augias