Cannaregio, in campiello Priuli la struttura di un hotel occupa i gradini in pietra d'istria. Petizione con 2500 firme Un altro pontile fuori misura. Per collegare la porta d'acqua di un hotel al campiello. Stavolta occupando una parte della riva pubblica in pietra d'Istria. Terzo caso in un mese. Scoperto e denunciato dai cittadini e dagli abitanti della zona, che hanno inviato al Comune una petizione di protesta con 2 mila firme. Succede a Cannaregio, campiello Priuli. L'hotel Abadessa, residenza d'epoca a quattro stelle, affaccia su un rio interno. La porta d'acqua è stata arricchita di tre grandi pali per l'ormeggio. Ma di recente anche di una passerella in legno, con cordoni rossi e borchie di ottone. La passerella però continua lungo la facciata del palazzo e consente di sbarcare in campiello. Occupando con una struttura molto poco adatta al luogo una parte della riva pubblica e dei gradini in pietra d'Istria. «Tutto regolare», dicono all'albergo. Ma la struttura sembra non rispettare le linee guida previste dal protocollo d'intesa fra Soprintendenza e Comune. Dunque, chi ha dato l'autorizzazione? In Comune è partita una sorta di indagine interna. Anche perché i casi di questo tipo sono sempre più frequenti. L'ultimo riguardava una passerella analoga in rio di Noale, sempre per collegare la porta d'acqua di un ristorante a riva. Ma i residenti non ci stanno. E hanno raccolto in pochi giorni 2500 firme in calce a una petizione inviata al sindaco e pubblicata sul sito Changhe.org. «Non si può deturpare così una riva pubblica», dicono, alberghi e Pubblici esercizi non possono occupare il bene di tutti». Proteste arrivano anche dal «popolo delle barche». Trasportatori e diportisti sono impediti a utilizzare la riva. Poi c'è l'aspetto estetico. Possibile che in una città d'arte dove tutto è vincolato si possa permettere la realizzazione di una passerella in legno di abete, poco adatta alla tipologìa costruttiva della città d'acqua? «Abbiamo inviato anche una segnalazione alla Soprintendenza», dicono gli abitanti. In Comune non ci ha risposto nessuno». «La porta acquea che si affaccia sul canale, permette un comodo e suggestivo arrivo dei clienti a Palazzo mediante Water taxi o Gondola», si legge adesso nel sito dell'albergo Abadessa. Ma i residenti non ci stanno. E sono convinti a portare avanti la protesta. «Pian piano», dicono, «la città si sta trasformando. Gli alberghi prima piantano due pali per far arrivare il taxi. Poi costruiscono il pontile, adesso le passerelle, sempre più grandi». Un uso della città pensato soltanto per i turisti e gli operatori del settore. E non più per gli abitanti. Protesta che adesso si estende anche al comitato di Castello che non più tardi di due mesi fa aveva lanciato la battaglia sul «diritto dei residenti a utilizzare le rive pubbliche e gli approdi». Adesso l'ultimo, clamoroso caso. Una nuova infrastruttura sull'acqua con cordoni rossi degni di un palco sulle piazze di paese. Che serve allo sbarco e all'uscita dall'albergo. Ora partiranno le verifiche. Il protocollo Comune-Soprintendenza, anche in questo caso, non è stato rispettato.