Una dismissione lunga dodici anni. A raccontare la "storia infinita" di Bagnoli e della "città verde" che ancora non c'è, è un saggio di Lucio Iaccarino intitolato La rigenerazione. Bagnoli: politiche pubbliche e società civile nella Napoli postindustriale (L'àncora del Mediterraneo, pagg. 249, euro 18). Il libro, a metà strada tra urbanistica e politologia, arriva con una certa tempestività a fare il punto della situazione in un momento particolarmente critico per l'ex area industriale. Le tracce di idrocarburi rilevate recentemente dall'Icram, che hanno determinato la chiusura per qualche giorno dei lidi del quartiere, sembrano infatti riportare Bagnoli indietro, verso un passato che non vuole scomparire, e che incalza un presente oscurato dalle controversie sulla disponibilità dei suoli e dalle difficoltà delle operazioni di bonifica. Iaccarino affronta il "caso Bagnoli" tracciando una storia dell'Italsider, dalle origini alla sua dismissione, e dell'impatto sociale che la presenza della fabbrica ha avuto sulla vita di quartiere, definito "vera e propria isola del senso civico", laddove l'industria è entrata nel vicolo e l'ha bonificato (nonostante l'inquinamento ambientale), promuovendo la partecipazione politica, l'associazionismo e il volontariato. Un capitale sociale cui Iaccarino più volte fa riferimento, in quanto proprio le varie associazioni presenti sul quartiere hanno giocato un ruolo e un peso fondamentale nella politica di rigenerazione: dalle tre "grandi" (Nesis-Arenile, circolo Ilva e soprattutto la fondazione Idis, con il suo ruolo di intermediazione territoriale) alle piccole associazioni locali (il forum circoscrizionale delle associazioni, con i suoi micro-conflitti interni, e le numerose cooperative, Onlus e associazioni di volontariato attive nella solidarietà sociale, nella valorizzazione ambientale e in ambito artistico e sportivo). Il saggio analizza i vari progetti di riqualificazione di Bagnoli e le strategie di sviluppo, mostrando il network delle politiche del governo locale e mettendo a confronto, con una serie di interviste, le domande e i bisogni delle organizzazioni locali con le risposte dei tecnici e dei politici comunali. Ne viene fuori un quadro complessivo pieno di luci e ombre, dal quale emerge con forza la valenza paradigmatica del caso Bagnoli, il suo proporsi come laboratorio (urbanistico, politico, sociale, economico) per il futuro dell'intera città. Le prospettive del quartiere sembrano legate alla capacità di durata che può avere la mobilitazione della società civile. Il protagonismo sociale, suggerisce Iaccarino, è la chiave di volta per attivare «circoli virtuosi sul terreno della partecipazione e dell'integrazione». In caso contrario, sarà lasciato libero campo agli interessi particolari e a soluzioni contingenti, «dove i mali dell'abusivismo e dell'illegalità rischiano di avere nuovamente la meglio».
Bagnoli e la storia di una dismissione che non vuole finire
Un saggio di Lucio Iaccarino intitolato "La rigenerazione" esplora la storia di Bagnoli, un quartiere di Napoli, attraverso la sua dismissione lunga dodici anni. Il libro analizza le politiche pubbliche e la società civile nella Napoli postindustriale, mettendo a confronto le domande e i bisogni delle organizzazioni locali con le risposte dei tecnici e dei politici comunali. Iaccarino affronta il "caso Bagnoli" tracciando una storia dell'Italsider e dell'impatto sociale della presenza della fabbrica sulla vita di quartiere. Il saggio mostra il network delle politiche del governo locale e mette in luce la valenza paradigmatica del caso Bagnoli come laboratorio per il futuro dell'intera città.
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