Dopo la richiesta di ulteriori modifiche da parte della Soprintendenza il presidente Cavicchioli evita lo scontro. I grillini: «Miopi poteri locali» L'ultimo colpo di scena relativo al progetto di restauro e rifunzionalizzazione culturale dell'ex ospedale Sant'Agostino, annunciato ieri dalla Gazzetta di Modena, ha provocato più di uno "scossone" nei palazzi del potere della città. E molti imbarazzi, cavalcati subito ad esempio dal M5S, perché è impossibile non vedere come un "problema" le decisioni prese dalla Soprintendenza. Ennesima road map sul super polo Sant'Agostino-Estense a Modena, il complesso storico per il quale si parla da anni di riqualificazione non senza polemiche. Verrà convocata per la prima metà di maggio la conferenza dei servizi sul progetto complessivo salito a oltre 110 milioni di euro (erano quasi la metà prima del raddoppio anche di metri quadri annunciato i mesi scorsi). Ulteriormente modificato il progetto iniziale di gae Aulenti, cancellate le torri e un piccolo edificio. Cambiano i contenuti da biblioteca a polo dell'immagine. A questo punto il Comune decide di intervenire con una nota ufficiale mentre la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena non risponde pubblicamente alle richieste di Malnati ma manifesta «soddisfazione - spiega il presidente Paolo Cavicchioli - per l'unanimità raggiunta dalla conferenza dei servizi sulla variante urbanistica. Ho molto rispetto per il percorso che dovrà fare il consiglio comunale». La Conferenza dei servizi - la riunione a porte chiuse tra tutti gli enti che concorrono alla definizione sofferta di un cantiere da oltre 40 milioni di euro - del resto aveva decretato mercoledì un risultato ambivalente. La Soprintendenza unica di Bologna e Modena ha infatti dato il via libera al Comune per quel che riguarda una parte fondamentale come il percorso amministrativo con la variante da votarsi presto in consiglio. Amministrazione comunale dunque "promossa" dal soprintendente Malnati che, al contrario, ha chiesto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ulteriori approfondimenti "istruttori" per quel che riguarda il progetto architettonico e soprattutto la gestione della fondamentale ricerca archeologica nel sottosuolo. Quest'ultima, secondo la legge italiana, è definita archeologia preventiva e deve svolgersi con archeologi pagati dal committente prima che si apra il cantiere vero e proprio. Malnati, ieri nella intervista pubblicata, era stato chiaro e oggi ribadisce e specifica quanto detto: «La soprintendenza ha chiesto, sentito anche il parere dei comitati congiunti di Roma, i necessari approfondimenti istruttori previsti per l'archeologia preventiva anche in riferimento alla presenza delle mura medioevali. L'archeologia preventiva serve appunto a valutare la fattibilità dei progetti che prevedono escavazioni anche nell'ottica di evitare fermi dei lavori e di trovare soluzioni tecniche. A tale scopo si procederà a breve concordando le procedure operative più idonee. E abbiamo dato parere favorevole alle modifiche del piano regolatore». Ieri è infine intervenuto anche il Movimento 5stelle: «Siamo alla ennesima bocciatura. Il modo in cui è stato condotto il progetto del Sant'Agostino, dalla scelta dei progettisti, all'aggiudicazione dell'appalto: tutto dimostra come quel che doveva essere il più grande investimento culturale in Italia è in realtà l'ennesimo progetto edilizio che non poggia su un progetto culturale di respiro. Non è condiviso dalla città, ma solo fra miopi poteri economici e politici». Viaggio nel futuro: Ecco l'ex-S. Agostino nel progetto Gae Aulenti Le immagini della ricostruzione al computer che mostra come saranno a lavori ultimati gli spazi che ospiteranno la biblioteca Poletti ed Estense, le sale mostra, la fondazione fotografia centro linguistico per l'internazionalizzazione dell'università e attività commerciali e un auditorium da 180 posti. Il progetto è firmato da Gae Aulenti.