Un presidio di stabilità e sicurezza, un patrimonio storico, archeologico, faunistico e sportivo con migliaia di reperti da studiare, collezioni da catalogare, ma anche un luogo da vivere e dove trascorrere momenti di svago a contatto con la natura. Potrebbe essere questo il primo nucleo di un Museo del Tevere nel progetto presentato dai cinque circoli remieri più «antichi» della capitale: Canottieri Aniene, Lazio, Roma, Tevere Remo e Tirrenia Todaro, avversari sull'acqua ma uniti nel voler restituire il leggendario fiume ai suoi cittadini. Preziosa attrazione da spendere anche nel settore turistico con una «casa della memoria» al pari di Senna e Tamigi. I primi contatti con l'amministrazione capitolina, per dar vita a un'impresa culturale che coinvolga un ampio ventaglio di utenti: ricercatori, scuole, residenti, associazioni, sono stati avviati ma manca ancora una sede, necessariamente in prossimità dell'acqua. Per la gestione e la valorizzazione dei percorsi fluviali, che potrebbe rappresentare l'imperdibile occasione per una più generale opera di bonifica, si attendono sponsor illuminati. Ma allo slancio appassionato di chi ogni giorno, grazie allo sport, cura e tutela il Tevere, altrimenti destinato a un degrado ancora più profondo, vanno ora date risposte, perché attraverso una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, il sogno possa diventare realtà.