Il direttore generale Lampis dopo la denuncia di Repubblica: "Problema diffuso per l'ondata di pensionamenti, rimedieremo con contratti ad hoc e sostituendo chi va via" "Sui Musei Reali cercheremo di aiutare il più possibile la direttrice Enrica Pagella, cercando di risolvere il problema della carenza del personale, che non riguarda certo solo questa realtà". Il direttore generale Musei del Ministero per i beni culturali Antonio Lampis commenta così la criticità segnalata nei giorni scorsi sulle pagine di Repubblica a proposito dell'apertura a singhiozzo della Galleria Sabauda nel fine settimana. Criticità che non è di adesso, anzi era già stata presente in passato, ma che è riemersa ora attraverso la mail di un lettore che aveva lamentato di non avere potuto vedere domenica scorsa la mostra fotografica di Marilaide Ghigliano "Frammenti di un bestiario amoroso". Una mostra allestita appunto all'interno di quel museo, e rimasta chiusa appunto per " mancanza di personale". Personale che latita di più partcolarmente nei nei giorni di festa che sono anche in genere anche i più frequentati dai turisti . "Comprendo il disappunto del visitatore torinese, ma questo è un problema che riguarda tutta l'amministrazione e non colpisce soltanto i musei: tra il 2017 e il 2019 andrà in pensione mezzo organico dello Stato aggiunge Lampis. Per quanto riguarda il Mibact, nonostante negli ultimi anni si siano assunte circa 1000 persone, i pensionamenti hanno inciso tantissimo. E' una situazione generale che stiamo fronteggiando. ma i problemi ci sono". Il direttore aggiunge che le difficoltà aumentano a inizio anno, a cavallo della stesura del bilancio. " C'è un problema normativo, spero che il nuovo governo ci pensi. In realtà il nuovo contratto triennale dei musei con la società in house è in via di registrazione alla Corte dei conti. Per ora cercheremo di ovviare ai problemi più urgenti con contratti tampone e con il reintegro delle persone che vanno via. E per la primavera prevediamo miglioramenti anche per i musei del Piemonte". Ma che cosa pensa il direttore del fatto che, nonostante l'integrazione dei cinque Musei Reali divenuti una sola grande collezione, e la loro maggiore autonomia dal ministero in seguito alla riforma Franceschini, i problemi si ripresentino anche ora, uguali a quelli che c'erano prima, quando era normale arrivare alla Galleria Sabauda e trovare aperto magari solo un piano, con grande disappunto di cittadini e turisti? "So che i Musei Reali stanno andando bene, come d'altronde gli altri statali - risponde - Questo è un periodo complicato, ma anche molto bello, in cui assistiamo a un'adesione entusiasta del pubblico, che dà volentieri mano al portafoglio per entrare all'interno dei nostri beni culturali. E se questi funzionano, lo Stato incassa continua il direttore Lampis. - Cercheremo di intervenire, speriamo che il prossimo governo ci venga incontro. Da parte mia farà tutto il possibile per ovviare ai problemi dei Musei Reali e se sarà il caso verrò a Torino, per verificare di persona".