Probabilmente è della fine del '700, un caso unico in Italia. Si tratta del teatro anatomico nel retro della farmacia di piazza San Felice a rischio sfratto per far posto a un resort di lusso. Un piccolo giallo, perché quel teatro è chiuso da venti anni. Antonio Passanese C'è un piccolo gioiello di architettura in Oltrarno, sconosciuto ai più e chiuso al pubblico da circa venti anni, in cui si intrecciano la storia della medicina con quella di Firenze. Si trova nel retro della Farmacia Pitti, la storica attività di piazza San Felice a cui è stato disdetto il contratto di affitto per fare posto alla reception della residenza di lusso che nascerà al civico 2. Quello che si sa è che si tratta di un teatro anatomico, ma non esistono saggi, studi o libri che ne facciano cenno. Realizzato tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento secondo i canoni stilistici del Rinascimento, il teatro è a forma di cono rovesciato e a pianta ellittica. Sui muri ci sono affreschi (attribuiti al Poccianti) oggi di difficile lettura a causa del degrado, dell'abbandono e di alcune muffe che stanno prendendo il sopravvento; poi ci sono due alte colonne in pietra serena e un camino incassato di pregevole fattura. Nella parte superiore della sala c'è il ballatoio in legno e ferro battuto da cui presumibilmente i giovani studenti di medicina assistevano alle lezioni e alla dissezione dei cadaveri che veniva eseguita su un tavolo in marmo (ancora in buono stato), posto tra i due pilastri all'entrata dello stanzone. Il titolare della farmacia, il dottor Piero Piacenti, non entra nel gabinetto anatomico da almeno due decenni, ovvero «da quando gli attuali proprietari hanno chiuso a chiave la porta d'ingresso senza più darci l'opportunità di vedere in che stato è ridotta quella saletta». La soprintendenza fiorentina, però, ha chiesto di poter fare un sopralluogo per rendersi conto dello stato del locale: «Visiteremo il teatro anatomico nei prossimi giorni fanno sapere da piazza Pitti stiamo aspettando che ci comunichino la data per il sopralluogo». Nel frattempo la petizione organizzata dai residenti dell'Oltrarno che chiede tutele per la Farmacia Pitti è arrivata a quasi 5.000 firme, ma il dottor Piacenti ora ha un asso in più da giocarsi: è il parere con cui il ministero dei Beni Culturali conferma il vincolo su arredi e destinazione d'uso posto nel 1993 dall'allora ministro Ronchey. «Da Roma hanno confermato che in quei locali possa starci solo una farmacia aggiungono dalla soprintendenza quindi appare assai difficile che il 4 rosso possa essere occupato da un'altra attività o, come qualcuno dice, dalla reception della residenza».