NAPOLI. «Agopuntura territoriale», è la filosofia urbanistica di Josep Acebillo che ha firmato il «Progetto strategico per il rilancio socio-economico, la riqualificazione ambientale, urbanistica e dell'attrattiva turistica nella Buffer Zone Unesco dell'Area Vesuviana». Una sorta di grillismo industriale, dati i tempi. O per meglio dire di disintermediazione. «Intendiamo mettere in campo un modello di cittadinanza attiva. Per molti versi il nostro lavoro può essere assimilato a quello che succede nei quartieri delle città dove i privati adottano un'aiuola. Con il Progetto di Acebillo è come se avessimo adottato tutta la Buffer zone». La spiegazione è di Marilù Faraone Mennella, presidente del consorzio Naplest et Pompei (30 imprenditori), nato per «rigenerare» pezzi di deserto post-industriale o urbano. Ora che finalmente il ministero ha dato copertura finanziaria alla legge 1 12 si realizzeranno le condizioni perché i privati investano nell'area vesuviana della Buffer Zone. Un miliardo e 150 milioni per il rilancio economico-sociale, la riqualificazione ambientale e urbanistica, perché non esiste solo la Pompei antica. Senza le infrastrutture non si attirano fondi privati, senza i privati non si riqualifica tutta l'area extra moenia , senza la quale ragionare sul turismo come sistema è inutile. È da oggi in poi che entrano in gioco i privati «con soldi privati, sia chiaro». «Agli imprenditori servono condizioni prosegue Faraone Mennella . Questa legge, prima e unica in Italia, ha creato quello che a qualunque privato serve. E cioè un assetto di regole e semplificazione degli interventi in una sorta di mega accordo di programma. Regole per approvare anche in variante su un territorio finora bloccato. Un pezzo delle precondizioni dell'investimento è riqualificare il territorio. La cementificazione non c'entra nulla». Mennella spiega che per lo più verranno utilizzati «volumi dismessi. Il tema è che noi abbiamo dato finora un contributo progettuale: a cominciare dall'hub ferroviario per il quale proponiamo uno spostamento dei binari a monte». Questo è un punto importante dell'intero progetto. Acebillo, che per capirci ha diretto l'ufficio tecnico che ha riqualificato l'intera Barcellona per le Olimpiadi, ha notato subito «tre ferite: l'autostrada, la linea Fs lungocosta e quella della Circumvesuviana. All'inizio anche io ero perplessa. Sono nata e cresciuta a Torre Annunziata col rumore di quel treno. Ebbene abbiamo verificato che è una linea che ha pochissimi passeggeri e poi non verrebbe eliminata. A monte c'è la possibilità di aggiungere un terzo binario, senza neanche dover fare espropri. Lo hanno già fatto in Liguria, torna a vivere la linea di costa. Inoltre si prevedono interventi di nuova agricoltura, recupero di complessi industriali obsoleti ma di fattibile riutilizzo funzionale, recupero di beni ecclesiatici (c'è l'accordo con la Curia). La riqualificazione del fiume Sarno , la fitodepurazione, la promozione di attività di turismo rurale». E prosegue: «Mentre al tavolo precedente abbiamo dato un contributo progettuale, oggi si deve partire. Ai privati toccherà l'attrazione degli investimenti privati. Torniamo a fare i privati in un quadro strategico evoluto. E parliamo di investimenti non solo locali, ma internazionali. Non solo perché il brand lo merita ma ci sono le premesse per un riscatto del territorio. C'è una sinergia non scontata con le istituzioni locali. Noi ci mettiamo la faccia siamo felici che gli attori hanno trovato una quadra e siamo pronti a rilanciare questa sfida. Ci sono le premesse perché accada». Privati che non concorreranno ai bandi pubblici, tra l'altro. Insomma la zona vesuviana come l'area Expo a Milano? «Mi sento positiva ma il numero di proprietari fa la differenza spiega la presidente di Naplest . A Milano la proprietà è concentrata. Qui è frammentata». Il prossimo step è la governance. Ovvero, per legge, serve un soggetto attuatore tra Invitalia e l'Ufficio Grande progetto Pompei. «Noi abbiamo bisogno di far presto. Pompei è un grande attrattore ma il flusso turistico deve essere strutturato. Oggi arrivano 3 milioni e 200 mila visitatori, ma lo dobbiamo strutturare. Devi cominciare con un pugno nell'occhio, solo così si determinano i processi». E sulla complessa vicenda politica italiana, sul cambio di governo dice: «Il giorno dopo le elezioni avevamo un appuntamento per andare a Milano. Ho chiesto: l'appuntamento è ancora valido? Mi hanno risposto: ovvio. Non vedo nessun turbamento. Questa legge importante è un impianto neutro. Se mettessero meno soldi li troveremmo noi».
Corriere della Sera
24 Marzo 2018
Pompei, il governo ha scritto le regole. Ora tocca ai privati
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
—
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 10 Feb 2020
Melandri: Lascio subito la Camera per il Maxxi. C'è un clima di maccartismo bipartisan
Corriere della Sera · 2 Feb 2017
Il privato spauracchio della nostra cultura
Corriere della Sera · 4 Feb 2017
Turismo, se il Sud arranca chi ama l'Italia deve dirlo
Fonte non specificata · 11 Feb 2017
Capodimonte e la lezione dei francesi
la Repubblica · 24 Mar 2016
Roma, 7 maggio: Emergenza Cultura
Fonte non specificata · 24 Mar 2016
Versione definitiva del documento del costituendo comitato del 22 marzo
Corriere della Sera · 24 Mar 2016
Camminando sul lago d'Iseo
Corriere della Sera · 24 Mar 2016
Franceschini blocchi la riforma dei Beni culturali
Corriere della Sera · 24 Mar 2016
Verona, Archivio Fo - Rame. A volte sindaci "reazionari" ci fanno belle sorprese
Il Fatto Quotidiano · 24 Mar 2016
LA PROTESTA Controriforme Archeologi e studiosi contro l'accorpamento in un unico ente Soprintendenze in stile fascista
www.altreconomia.it · 24 Mar 2016
Cultura in emergenza
www.articolo21.org · 25 Mar 2016
Da archeologi e storici dell'arte si levano polemiche molto dure contro Franceschini e Madia. La Rai le ignora e pure i politici di sinistra
Corriere della Sera · 26 Mar 2016
Mantova capitale della cultura
Corriere della Sera · 27 Mar 2016
Il mistero dell'altro Cenacolo. Sulla tela la mano di Boltraffio
Corriere della Sera · 26 Mar 2016
Napoli. Allarme per Villa De Luca, Di Sarno: interventi subito
Corriere della Sera · 26 Mar 2016
Napoli. Un museo della tortura, male (non solo) antico
Corriere della Sera · 27 Mar 2016
Verona. Arena e musei, non si aprono gli zaini. Ma i visitatori europei non hanno paura
la Repubblica · 27 Mar 2016
Vittoriano fine di un'era arriva il gigante delle mostre
Il Tirreno · 27 Mar 2016
Il Belpaese spende poco per educazione e cultura
Il Tirreno · 26 Mar 2016
CALCI Da tutt'Italia per "firmare" la Certosa